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«Lo sento, il paese ha tanta voglia di cambiamento»
PORTO AZZURRO. «Il mio miglior pregio? Saper ascoltare. Farò lo stesso con i miei cittadini». Parola di Massimo Correani, il candidato sindaco della lista “Vivere Porto Azzurro” in corsa per le...
PORTO AZZURRO. «Il mio miglior pregio? Saper ascoltare. Farò lo stesso con i miei cittadini». Parola di Massimo Correani, il candidato sindaco della lista “Vivere Porto Azzurro” in corsa per le prossime elezioni amministrative. Correani, che di professione fa il biologo, ha deciso di scendere in campo con l’obiettivo di riavvicinare i cittadini alla politica. «Ci stiamo rendendo conto che in paese si respira un’aria diversa – spiega – rendere più partecipe la cittadinanza è il primo, più immediato, obiettivo che mi pongo. Anche perché, qualora vincessimo le elezioni, dovremo prendere delle scelte».
Scelte che spesso, per chi amministra, si dimostrano impopolari.
«Ed è proprio per questo motivo che la condivisione da parte dei cittadini sarà fondamentale. Sono un tecnico prestato alla politica. Non faccio promesse, anche perché fino a quando non apriremo il “cassetto” dell’amministrazione uscente non saremo sicuri delle risorse finanziarie su cui potremo contare. Le voci parlano di una situazione finanziaria complicata, ma non ci sono certezze. Attendiamo di avere un quadro più chiaro, intanto abbiamo già messo in campo parecchie idee su come rilanciare Porto Azzurro».
Da cosa intende partire?
«Siamo già partiti incontrando le attività produttive presenti sul territorio, con le quali intendiamo sviluppare rinnovate sinergie. Ma è chiaro che il polmone dell’economia locale continuerà ad essere il porto. Al momento non si capisce bene quale sia la vera anima dell’approdo, se quella turistica o commerciale. Immaginiamo un piano del porto ben definito, che potremo attuare solo mettendoci al tavolo con Toremar, le attività legate al porto, i proprietari dei posti barca e i pescatori. Non dobbiamo dimenticare che sono state raccolte 820 firme per il ripristino del collegamento tra Piombino e Porto Azzurro, la continuità territoriale è un problema sensibile, per il quale la futura amministrazione si dovrà impegnare».
Su quali aspetti Porto Azzurro necessita di cambiamenti?
«Basta guardare altre realtà per rendersi conto che, incredibile ma vero, Porto Azzurro non dispone di un pannello fotovoltaico che è uno. Non c’è una pala eolica, neanche di piccole dimensioni. E non è l’unico aspetto. Non c’è un sentiero naturalistico su tutto il territorio, quando invece - a mio parere - il turismo necessita deve essere differenziato, puntando anche sull’agricoltura, ristorazione e sentieristica. Ma se mi metto ad elencare i problemi...».
Mi dica almeno quello più evidente.
«La viabilità. È un tallone d’Achille per un paese come Porto Azzurro. Dobbiamo dare modo ai nostri visitatori di parcheggiare da qualche parte. Su questo fronte ci siamo già mossi: abbiamo individuato già due aree, con i proprietari di terreni che sarebbero disposti a concederci lo spazio».
Cosa farà per le famiglie?
«Anche in questo caso il punto di partenza è l’ascolto. L’obiettivo è instaurare una rete di solidarietà che, in molti casi, serve a risolvere i problemi e a costi bassi. Il sociale è un aspetto su cui ci concentreremo. Le barriere architettoniche sono una criticità enorme a PortoAzzurro, rischiano di compromettere quanto di buono può portare la residenza per disabili dei Sassi Turchini».
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