Il Tirreno

Nuova fermata per l’altoforno

Nuova fermata per l’altoforno

È necessario rinforzare la corazza. Oggi si riunisce il consiglio di fabbrica

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PIOMBINO. Si riunisce oggi il consiglio di fabbrica della Lucchini. E intanto l’altoforno si appresta ad essere fermato un’altra volta a causa di un arrossamento al foro di colata.

Il segretario provinciale della Fiom, Luciano Gabrielli, anticipa che stamani i delegati sono chiamati a discutere della gestione dei contratti di solidarietà, che secondo altre fonti presenta elementi di criticità in alcuni reparti come gli impianti marittimi, e «della ricerca di un equilibrio tra lavoro diretto e indiretto. Soprattutto - aggiunge il sindacalista - si tornerà ad esaminare il futuro dello stabilimento. Ogni giorno che passa, più si indeboliscono la fabbrica e l’economia di questo territorio».

Al primo posto nell’agenda del sindacato c’è la richiesta di un incontro col nuovo consiglio d’amministrazione. Il cui insediamento, però, slitta ancora.

Nel frattempo, si torna a parlare di ritardi nei pagamenti dei salari in alcune ditte d’appalto e si individua giugno come un mese cruciale per quello che rischia di essere l’anello più debole di una catena già debole in partenza: l’indotto.

In un incontro con la direzione, i sindacati hanno appreso che l’altoforno subirà un’altra fermata in data da definire. Durante lo stop, la corazza sarà sottoposta ad iniezioni di refrattario «funzionali - dice Gabrielli - ad omogeneizzare la temperatura e passare ad un aumento di capacità produttiva, necessario a recuperare i quantitativi persi per il mancato arrivo del carico di materie prime».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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