Il Tirreno

Affidato l’incarico

Studi del Sant’Anna per capire dove va la nostra economia

di M. Massei Autunnali
Studi del Sant’Anna per capire dove va la nostra economia

PIOMBINO. «La nostra convenzione con la Scuola Superiore Sant'Anna non rappresenta una spesa, bensì un investimento». Ha parole ricche di fiducia il sindaco Gianni Anselmi mentre parla dell'accordo...

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PIOMBINO. «La nostra convenzione con la Scuola Superiore Sant'Anna non rappresenta una spesa, bensì un investimento». Ha parole ricche di fiducia il sindaco Gianni Anselmi mentre parla dell'accordo pattuito tra il territorio e il prestigioso istituto universario pisano per l'avvio di uno studio sulle prospettive strategiche della Val di Cornia. Un piano biennale (2012-13) che la giunta comunale ha approvato la scorsa settimana e che vede il Comune capofila degli enti partecipi del progetto: il Sant'Anna di Pisa, appunto, l'Autorità portuale e i Comuni di Piombino, San Vincenzo, Campiglia e Suvereto. Investimento previsto, 147 mila euro complessivi, secondo questa ripartizione: 30 mila euro da parte dell'Ap, 117 mila da parte dei Comuni, con una percentuale del 61 % di spesa per Piombino (71 mila 370 euro), 25 % Campiglia (25 mila 740 euro), 12 % San Vincenzo (14 mila 40 euro) e il 5 % Suvereto (5 mila 850 euro).

I primi 20 euro dovranno essere erogati al Sant'Anna entro il 15 aprile, mentre le quote successive saranno versate in parte (67 mila euro) alla consegna del report intermedio, in parte alla consegna del report finale (60 mila).

«Non è la prima volta – osserva Anselmi – che ci affidiamo a soggetti di grande credito scientifico per l'elaborazione di piani volti a inquadrare la realtà del nostro territorio. In passato lo abbiamo fatto con Irpet e poi, a metà degli anni Duemila, con Cles, in una direzione, però, prevalentemente economica. In questi ultimi anni, però, le condizioni generali sono molto mutate e questo ha fatto scaturire in noi la necessità di nuove indagini».

La fase che stiamo vivendo è molto delicata, puntualizza il sindaco: «Questo nuovo studio ha un respiro più ampio e si rivolge anche le realtà sociologiche e culturali dell'area. Del resto stiamo parlando di un istituto prestigioso e al quale ci rivolgiamo con una speranza precisa, quella cioè di avere, con studi più approfonditi e rigorosi che in passato, risposte agli interrogativi sulla direzione da dare al territorio» .

Il Sant'Anna affronterà vari step. Innanzitutto la fotografia della situazione esistente tra porto e industria, risorse turistiche, la mappatura dei soggetti operanti nel territorio e delle loro relazioni di rete, e vari approfondimenti analitici, dal censimento delle imprese high-tech alla ricostruzione di storie "esemplari" (nuovi imprenditori, percorsi di riaggiustamento dopo situazioni di crisi, etc.). L'impegno è di realizzare 20/30 interviste a testimoni privilegiati e circa 1000/2000 interviste telefoniche, onde stendere un report intermedio da analizzare e verificare in diverse sessioni fino al report finale e alla presentazione pubblica.

«L'obiettivo è l'aggiornamento degli strumenti che già abbiamo a disposizione alla luce del nuovo panorama socio-economico. Strumenti ai quali daremo poi un'applicazione concreta fatta di investimenti e di contatti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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