Il presidio
Grandi navi lontane dalle aree protette, aperta la discussione
A Livorno il tavolo promosso dalla Capitaneria di porto per approfondire i contenuti del decreto Clini sulle rotte
PORTOFERRAIO. Le grandi navi dovranno girare al largo dalle aree protette. È stato il ministro all’ambiente Corrado Clini, pochi giorni dopo il disastro della Concordia, a cambiare le carte in tavola con il decreto rotte rivolto ai natanti di grossa stazza - in primis navi da crociera e petroliere.
I giganti galleggianti, secondo le linee guida del decreto - dovranno passare almeno a due miglia dalle aree marine protette, aveva sancito il ministro. Ma l’imposizione, se applicata rigorosamente, creerebbe notevoli problemi al traffico delle navi all’isola d’Elba e nel resto delle isole dell’Arcipelago. Ed è proprio per questo motivo che ieri, a Livorno, si è tenuto un tavolo tecnico sul decreto rotte, convocato dalla Capitaneria di porto provinciale, a cui hanno partecipato gli assessori regionali alle infrastrutture e all’ambiente, l’Autorità portuale di Piombino, il Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, il Parco di Migliarino e San Rossore e le Province di Livorno, Pisa e Grosseto. Assenti i Comuni elbani. Nell’occasione sono stati approfonditi i contenuti del decreto, comprese alcune incongruenze che rischierebbero di renderlo inapplicabile nella realtà dell’Elba e del resto dell’Arcipelago. «È stato un incontro costruttivo – ha commentato il direttore del Parco dell’Arcipelago toscano, Franca Zanichelli – la Capitaneria di porto si è mostrata disponibile e comprensiva. Ogni legge individua zone bianche e zone nere, in realtà ci sono diverse scale di grigio che devono essere prese in esame per non creare problemi gravi alla navigazione. Per questo stiamo lavorando per trasformare il decreto del ministro in qualcosa di fattibile. Limitarsi a mettere dei confini in mare che poi non saremmo in grado di controllare sarebbe inutile».
Insomma il decreto sulle rotte, secondo l’interpretazione di chi ieri era presente al tavolo, è un vestito che, con alcuni accorgimenti, dovrà essere ricamato in base alle esigenze locali. «C’è un punto su cui faremo pressione – dice il direttore Zanichelli – un punto che è stato sollevato già da alcuni Comuni elbani. Le petroliere non dovranno più transitare tra l’Elba e Pianosa. È troppo pericoloso».
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