Fibrosi cistica, cura “senza fili”
Alzarsi ogni giorno due ore prima degli altri per curarsi diventa, alla fine, una schiavitù, soprattutto se si tratti d’un bambino. Ma è inevitabile. Capita a circa 400 toscani affetti da fibrosi...
Alzarsi ogni giorno due ore prima degli altri per curarsi diventa, alla fine, una schiavitù, soprattutto se si tratti d’un bambino. Ma è inevitabile. Capita a circa 400 toscani affetti da fibrosi cistica, malattia genetica, causa di grossi problemi respiratori e digestivi, legati all’incapacità dell’organismo a combattere i germi esterni. Da qui, la formazione di un muco molto denso che danneggia polmoni e pancreas, fino alla necessità anche d’un trapianto.
Sul fronte della diagnosi si stanno però ampliando le possibilità: oggi viene effettuato di routine il test neonatale, in grado di riconoscere l’alterazione genetica, condizione cioè di portatore sano. Ne segue l’approfondimento con quello del “sudore”.
La novità nella cura viene invece da un moderno dispositivo per l’aerosol che riduce da 20 a 5 minuti il tempo per la necessaria erogazione, evita la ricerca per una presa di corrente elettrica, consentendone l’uso anche domiciliare. Il dispositivo tascabile “wireless” non ha inoltre bisogno d’essere disinfettato e non contiene componenti elettroniche. Secondo Giuseppe Magazzù, presidente della Società italiana per lo studio della fibrosi cistica, il nuovo sistema permette di depositare nei polmoni una dose di farmaco tre volte superiore, le particelle si muovono più lentamente nei bronchi e nei polmoni e consente di vedere in tempo reale la quantità e la correttezza del farmaco inalato. Sul fronte infine dell’attività fisica, parte “Vivi Wireless”, l’iniziativa nata in collaborazione con Novartis .I pazienti quindi interessati a proseguire la prova a casa, potranno usufruire della convenzione che Microsoft ha stretto con la Lega Italiana Fibrosi Cistica ed acquistare la consolle Xbox Kinect a prezzo agevolato (www.viviwireless.it ).
Gian Ugo Berti
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