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Articolo 18, la Fiom chiama Fim e Uilm alla protesta

Articolo 18, la Fiom chiama Fim e Uilm alla protesta

La Fiom apprezza la decisione di Fim ed Uilm di dichiararsi pronte alla mobilitazione sull’articolo 18, tuttavia non rifugge dalla polemica. «Ad oggi – sostiene infatti il segretario provinciale...

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La Fiom apprezza la decisione di Fim ed Uilm di dichiararsi pronte alla mobilitazione sull’articolo 18, tuttavia non rifugge dalla polemica. «Ad oggi – sostiene infatti il segretario provinciale della Fiom Luciano Gabrielli – questo non è ancora avvenuto, nonostante i volantini che avevano distribuito prima dello sciopero 9 marzo, dove Fim e Uilm dicevano che non avrebbero permesso nessuna modifica dell’articolo 18, altrimenti avrebbero protestato fino in fondo».

Dunque il segretario Fiom ritiene che la posizione espressa sulla stampa sia «più una giustificazione di fronte al fatto che anche iscritti o Rsu della Fim e della Uilm protestano con noi sulla riforma del mercato del lavoro».

«Sarebbe importante, invece – prosegue Gabrielli – che Fim e Uilm facessero una valutazione oggettiva, senza ascoltare le sirene di Bonanni e Angeletti che magari dicono di essere intervenuti per la modifica, ma tutto ciò non risulta dagli atti del governo».

La Fiom ritiene quindi opportuno avviare ogni forma di protesta per fare in modo che il testo venga modificato.

La Cgil, secondo Gabrielli,non ha fatto nessuna fuga in avanti, «ma anzi si sta mobilitando perché, dopo la modifica delle pensioni, oggi c’è quella sul lavoro col chiaro obiettivo di licenziare liberamente chi l’azienda ritiene scomodo o non utile».

Gabrielli richiama anche la posizione delle Conferenza episcopale.«Se anche la Cei si è sentita di intervenire per dare valore al lavoratore e non lasciarlo alla merce dell’aziende – conclude – significa che complessivamente la riforma del governo è spostata nettamente a favore dei datori di lavoro».

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