Meteo
Magona, ok dei lavoratori ai contratti di solidarietà
Restano però le preoccupazioni sul futuro dello stabilimento, penalizzato dal mercato e dagli alti costi di produzione
Via libera dai lavoratori della Magona ai contratti di solidarietà, che coinvolgeranno 269 addetti ai servizi. Ieri si sono infatti svolte le assemblee.Numerosa la partecipazione, anche degli impiegati, e tante le domande poste ai dirigenti sindacali. Non solo sui particolari dei meccanismi dei contratti di solidarietà, ma anche sulle prospettive dell’azienda.
«I lavoratori hanno compreso la situazione – sostiene Claudio Valacchi, coordinatore delle Rsu Fiom – C’è molta attenzione sulle possibili risposte alla crisi che lo stabilimento sta attraversano e sulle garanzie da ottenere».
I contratti di solidarietà, così come è avvenuto in Lucchini, sono una proposta maturata dal sindacato di fronte ad un piano dell’azienda che aveva calcolato 65 esuberi nel settore dei servizi. Nella struttura, cioè, non direttamente impegnata alle linee di produzione: dagli addetti ai magazzini, ai tecnici e agli impiegati amministrativi. Con il ricorso alla mobilità incentiva il numero degli esuberi si è poi ridotto a 45 persone.
Come parare il colpo? I contratti di solidarietà ruoteranno su 269 lavoratori, ai quali sarà chiesto di lavorare alle 16 alle 36 ore in meno al mese. L’Inps compenserà all’80% le ore non lavorate, mentre un altro 10% – secondo un’intesa già raggiunta da Fiom, Fim e Uilm – sarà corrisposto dalla Regione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
