Il Tirreno

Rio Marina, maggioranza in tilt sul porto

di Luca Centini
Rio Marina, maggioranza in tilt sul porto

All’origine del “congelamento” degli assessori da parte del sindaco, il mancato rinnovo di una convenzione con l’Ap

2 MINUTI DI LETTURA





RIO MARINA. Dopo la sentenza tutto tornerà a posto. E invece, a posto, non è tornato un bel niente. La Corte d’Appello di Firenze, dichiarando compatibili i due ruoli di sindaco e segretario dell’Autorità portuale, ha fatto in modo che Paola Mancuso restasse alla guida di Rio Marina. Ma quella stessa guida è sprofondata in una nebbia densa, resa ancor più fitta di prima per colpa dei rapporti, in bilico da mesi, tra il sindaco e i suoi assessori, messi “in freezer” senza una data di scadenza. In attesa di una verifica di maggioranza su un documento annuale che Mancuso intende portare all’attenzione dei suoi alleati, se così si possono ancora chiamare. A completare il quadro, tutto tranne che semplice da decifrare, c’è il motivo della lite, che ha creato nuove incrinature nella maggioranza e, una volta ancora, ha fatto infuriare la minoranza in Consiglio. E la lingua sembra battere dove il dente duole, visto che ad originare la crisi della giunta è stato il mancato rinnovo di una convenzione, siglata a suo tempo tra Bosi e l’Autorità portuale, sulla pulizia delle aree portuali, come lo stesso sindaco Mancuso ha voluto chiarire in una nota. «L’iniziativa del congelamento delle deleghe ha il valore politico di consentire una verifica e una definizione di questioni che ritengo determinanti per il permanere della fiducia – ha spiegato il sindaco – l’atto segue alle eccezioni sollevate dagli assessori circa l’iniziativa dell’ufficio tecnico di dichiarare la propria indisponibilità alla prosecuzione di una convenzione per la pulizia delle aree portuali sottoscritta da Bosi e giunta adesso a scadenza».

Mancuso sottolinea quanto fosse inopportuno «il rinnovo di un rapporto valutato in diverse condizioni di personale e che avrebbe comunque comportato il ricorso a soggetti esterni per altre funzioni, avendo la necessità di personale dedicato per Cavo e per Rio Marina. La convenzione, peraltro, non aveva nessuna rilevanza sulle risorse per il Comune».

La pietra dello scandalo, insomma, è ancora legata al porto. E il clima pesante che si respirava prima della sentenza, nonostante la decisione del giudice, non è cambiato. Mancuso dà la colpa ai suoi oppositori che, secondo la sua ricostruzione, alimentano «un clima di terrorismo ed ossessiva censura di ogni aspetto riguardante il rapporto tra i due enti, con la necessità da parte mia di tutelare il nostro lavoro da attacchi strumentali».

Quel che appare chiaro è che, evidentemente, anche le vecchie ruggini nella maggioranza non si sono risolte. Sentenza o non sentenza. Resta da capire se il “congelamento” degli assessori servirà in qualche modo per arrivare ad una ricomposizione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web