Artigiani edili si uniscono contro il lavoro al nero
Già 15 imprese nell’associazione locale per arginare la concorrenza sleale Cordini: «Il nostro primo obiettivo è dare un orientamento ai prezzi»
PIOMBINO. Segnale forte contro la concorrenza sleale fondata anche sulla riduzione dei costi spesso attraverso il lavoro nero e la scarsa sicurezza nei cantieri. Per questo si è formata l’Associazione edile piombinese che riunisce già 15 imprese artigiane.
Ma il desiderio dei promotori è riunire più aziende possibile. A promuovere l’opportunità di associarsi il presidente Decio Cordini titolare della omonima società e il vice Ivano Assenza titolare di Edildue. «L’obiettivo – spiega Cordini – è mantenere un contatto costante e dare un orientamento ai prezzi».
«Ad esempio – dice Assenza – dinanzi a un preventivo per un bagno che si aggira sui 3mila euro, ci sono lavoratori che lo offrono al 50% meno. Stiamo attraversando tutti un momento di grande difficoltà ed è chiaro che il costo della manodopera incide moltissimo. Al momento con Edildue lavoriamo in tre, nel 2004 eravamo 11. Ho ancora fatture da riscuotere dal 2010».
Disagio crescente legato a imprese con operai dell’Europa dell’Est. Riprende Cordini: «Mille euro per gli “stranieri” sono tanti. Non per noi, ci sono regole da rispettate».
L’ Associazione edile si riunisce tutte le settimane in via Torino 22 A, nella sede di Edildue (info 347 615 6636) e conta già l’assistenza due avvocati, Bruno Pavoletti e Andrea Fabbri (esperti in diritto del lavoro e cooperative). Nel direttivo Alberto Caputo (tesoriere), Fabrizio Provenzano (segretario) e Mario Papini.
«Stiamo promuovendo incontri con gli amministratori di condominio – aggiunge Cordini – perché proprio da loro viene la gran parte del lavoro. Necessario spiegare che non si può scegliere l'impresa al minor costo senza tener conto che si va al ribasso dei prezzi con lavori in nero. Poi c’è modo e modo di usare pure gli stessi materiali, qui si vede la qualità. La concorrenza fa bene, ma i prezzi devono essere “giusti” per tutti. Se il momento di crisi ci impone una revisione delle cifre siamo pronti a trattare ma è impossibile dimezzare senza che si sacrifichi qualcosa».
«I nostri legali – conferma Assenza – ci hanno dato informazioni sulla formazione dell’associazione, da subito una cosa seria e poco onerosa. Ma non è un circolo chiuso, aspettiamo nuovi associati».
«Bisogna riconquistare il territorio – conclude Cordini – difficile per noi vincere una gara qui... non è così in tanti comuni confinanti che tengono di conto le proprie aziende artigiane».
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