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«Sproporzionata la rottura di Sel Torni il confronto»
PIOMBINO I segretari dei partiti del centrosinistra che appoggiano la giunta Anselmi, Valerio Fabiani (Pd), Andrea Serni (Idv), Stefano Ferrini (Psi), Michele Mazzola (Pdci) esprimono il loro...
PIOMBINO
I segretari dei partiti del centrosinistra che appoggiano la giunta Anselmi, Valerio Fabiani (Pd), Andrea Serni (Idv), Stefano Ferrini (Psi), Michele Mazzola (Pdci) esprimono il loro rammarico per la scelta di Sel di uscire dalla coalizione di alla quale i cittadini hanno affidato il compito di governare Piombino. Al tempo stesso auspicano che si possa aprire un confronto nel merito delle ragioni di questa scelta,«nella speranza di ritrovare le ragioni che ci spinsero a formare la coalizione».
I segretari dei partiti di centrosinistra replicano quindi alle affermazioni del coordinatore di Sel Carla Bezzini e a Roberto Marini, «anche alla luce delle significative dichiarazioni del capogruppo Sel in consiglio comunale Angelo Trotta».
«Con un certo stupore – sostengono i quattro segretari – siamo venuti a conoscenza solo da una lettera tardiva e dalla stampa della scelta del gruppo dirigente locale di Sel . Avremmo apprezzato, per trasparenza e correttezza, un preventivo, serio e responsabile confronto con i partiti della maggioranza anche per provare a superare incomprensioni e divergenze. Al confronto e alla condivisione fra gli alleati si è preferita la strada degli atti unilaterali e dell’irresponsabilità; un gesto che, se inevitabile, avremmo potuto e dovuto gestire insieme, almeno per le implicazioni negli assetti di governo della città».
«Per di più la decisione del gruppo dirigente di Sel arriva dopo un lungo periodo di assenza alle numerose riunioni svolte dalla maggioranza sui temi più rilevanti del momento, dal regolamento urbanistico al bilancio del Comune: ciò dovrebbe suggerire una maggiore cautela nell’evocare il tema del mancato coinvolgimento sulle scelte di governo».
«Ricondurre la rottura con il centrosinistra alla tassa di soggiorno o al “Casone” di Baratti è quanto meno spropositato rispetto alla complessità dei problemi che si hanno di fronte».
Partendo quindi dalle attuale difficoltà della Lucchini dalle altre crisi che attraversano il tessuto economico e produttivo locale, i segretari ribadiscono come «sia necessario impegnarsi per rinnovare profondamente il nostro modello di sviluppo».
«La discussione di questi giorni si è soffermata più su altri temi, sia pur importanti, come la “questione Baratti”, attribuendole un peso a dir poco spropositato. Ma segnatamente sul piano particolareggiato di Baratti, non possiamo non rilevare la “metamorfosi” di Sel negli ultimi mesi. Solo un anno fa, infatti, difendeva pubblicamente il piano, ancora prima del percorso partecipato e delle modifiche apportate. Poi, dopo la nascita di un comitato, la posizione di quel partito è cambiata radicalmente, concentrandosi sulla qualità, alta o bassa, della struttura ricettiva prevista al Casone. È legittimo cambiare idea ma i partiti che rappresentiamo sono semplicemente rimasti fedeli alla proposta della giunta e della coalizione»
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