Il Tirreno

Via libera del tribunale al piano di salvataggio

di Valeria Parrini

L’omologa fissa sei anni di tempo per pagare il debito consolidato ma anche per i giudici bisogna trovare un acquirente entro il 2014

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PIOMBINO

Il Tribunale fallimentare di Milano ha omologato il piano di ristrutturazione del debito Lucchini.

La notizia è stata battuta dalle agenzie nel primo pomeriggio di ieri. Ed ha fatto in fretta a trasformarsi in un sospiro di sollievo. In sala consiliare, dov’è stato il sindaco Gianni Anselmi a dare l’annuncio interrompendo la seduta del consiglio. In Confindustria, dove era riunito il comitato dei fornitori dello stabilimento, da un pezzo con l’acqua alla gola. In fabbrica e nelle sedi sindacali. Nella stanze della politica e delle istituzioni.

Dopo l’asseveramento del piano, i termini per una decisione del giudice erano arrivati ormai alla scadenza. Il responso era atteso da un momento all’altro. E non era un passaggio da poco.

Secondo i contenuti dell’accordo appena ratificato, le banche diluiranno in sei anni l’esigibilità dei crediti che vantano nei confronti del gruppo. Pari a circa 730 dei 770 milioni di debito consolidato. Il piano di rientro scatterà nel giugno 2015 e sarà accompagnato da un intervento aggiuntivo con cui gli istituti di credito mettono a disposizione 47 milioni in termini di aperture di linee di credito e garanzie.

Il dilazionamento dei debiti è accompagnato alla liberazione delle risorse derivate dalla vendita di Ascometal, degli impianti baresi e della sede bresciana. In tutto, 360 milioni circa, un centinaio dei quali appannaggio delle banche. Il resto, a favore dei fornitori (circa 70 milioni) e delle attività degli stabilimenti del gruppo al cui interno Piombino rappresenta il polo principale.

«È certamente dimostrato, anche per l’ipotesi in cui l’evoluzione degli scenari macroeconomici dovesse far emergere delle criticità nell’attuazione del piano industriale, che la Lucchini è in grado di pagare regolarmente i debiti scaduti e i debiti attualmente non scaduti nei confronti dei creditori estranei agli accordi di ristrutturazione», scrive il tribunale, secondo il quale «la società nei prossimi anni sarà in grado di operare in condizione di equilibrio finanziario, risultando dei significativi margini di sicurezza rispetto alle previsioni del piano industriale». Il tribunale parla comunque di una soluzione ponte, in attesa dell’ingresso di un nuovo socio entro il 2014.

La soddisfazione è generalizzata. Severstal attribuisce il risultato allo sforzo comune compiuto insieme al management Lucchini. Cha a sua volta parla di «traguardo di fondamentale importanza».

Le istituzioni, con il presidente della Provincia Giorgio Kutufà e l’assessore regionale Gianfranco Simoncini sollecitano un impegno del governo nella ricerca di una nuova proprietà, mentre Cna e Confindustria chiedono che adesso si passi velocemente al saldo delle spettanze delle imprese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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