«È in pericolo il nostro posto di lavoro»
PORTOFERRAIO L’idea dei nuovi distributori no logo, concordata dal governatore della Toscana Enrico Rossi con i grandi centri di distribuzione Coop e Conad, non piace affatto agli addetti ai lavori...
PORTOFERRAIO
L’idea dei nuovi distributori no logo, concordata dal governatore della Toscana Enrico Rossi con i grandi centri di distribuzione Coop e Conad, non piace affatto agli addetti ai lavori elbani. I benzinai sono letteralmente infuriati all'idea di ritrovarsi come concorrente una pompa senza marchio, gestita dai supermercati.
L’apertura di un impianto libero, secondo loro, farebbe chiudere la maggior parte delle stazioni di servizio aperte negli anni in tutta l’Isola d’Elba, che non sarebbero in grado di sostenere la concorrenza dei distributori gestiti dalle catene di distribuzione. Il punto, insomma, è sempre lo stesso. Per garantire prezzi più bassi ai clienti, fanno capire i titolari delle pompe, finirebbe per pesare in termini di posti di lavoro. «Se succederà quanto già avvenuto in continente – dice il proprietario di un rivenditore Q8 di Portoferraio – potremo anche chiudere la nostra attività. Si perderanno molti posti di lavoro che non saranno recuperati in nessun modo».
«La crisi già ci sta creando notevoli difficoltà – afferma un collega – e non sarebbe giusto complicare le cose. Siamo gente che lavora e fra noi, al momento, si è creata una sorta di guerra fra poveri in cui noi figuriamo come parte più debole».
Il proprietario del distributore Esso di Portoferraio va invece controcorrente. «Se qualcuno vuole aprire una pompa “no logo” faccia pure – dice – così finalmente le compagnie petrolifere, la nostra in primis, saranno costrette ad abbassare i prezzi al litro per evitare di rimanere prive di clientela. Noi gestori – conclude – non decidiamo alcunché, anzi, siamo obbligati a praticare i listini decisi da chi ci vende il carburante». (s.t.)
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