Il Tirreno

Tassa di soggiorno, cresce la protesta

Le associazioni di categoria contestano gli atti dei Comuni «Coinvolgere gli operatori per evitare il fallimento»

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PIOMBINO

«Non ci può essere turismo senza imprese. Sulla tassa di soggiorno serve il coinvolgimento pieno degli operatori per evitare un fallimento». Chiari, in un documento unitario, Confesercenti provinciale Livorno, la Cna e la Confocommercio.

«Avanti a dritta - commentano le associazioni di categoria – le amministrazioni comunali della Val di Cornia hanno gestito l’introduzione della nuova gabella. Eppure ciascuna di loro partecipava agli Osservatori turistici di destinazione: Suvereto e Campiglia avevano votato l’adesione a quello provinciale mentre Piombino e San Vincenzo ne hanno attivato uno proprio locale con relativo Panel d’indirizzo».

«In ciascuno dei casi – si spiega – lo scopo di questi organismi, così come identificato dalla stessa Regione Toscana, è proprio quello di procedere, attraverso il confronto e la concertazione con i soggetti chiamati a parteciparvi, all’approvazione dell’istituzione della tassa di soggiorno. Osservatorio sede unica ed insostituibile dove prendere le decisioni relative alle modalità di applicazione ed utilizzo dei fondi della tassa».

«Quello che si è verificato – si sottolinea – è che ciascuna amministrazione è andata avanti per la propria strada... tutto di gran fretta – per poterla applicare già da questa stagione - senza che si fosse attivato il necessario confronto sia sulle modalità di applicazione sia sulla destinazione d’uso degli introiti».

«La solita vecchia storia e veniamo a conoscenza delle decisioni dalle pagine dei giornali locali: se una concertazione c’è stata, si tratta di quella che i sindaci hanno fatto tra loro... Nei 5 incontri fatti in Val di Cornia, e non solo, con l’obiettivo di trovare, tutti insieme, una soluzione comune alla modalità di gestione, se possibile uguale su tutto il territorio provinciale, in realtà non si è colto l’obiettivo e per questo ciascun comune ha continuato su una strada autonoma».

«La domanda sorge spontanea – si prosegue – quindi si vuole abolire gli Otd? Oppure si vogliono trasformare in semplici casse di risonanza per formalizzare decisioni prese altrove senza il parere ed il confronto con gli operatori di settore, come invece richiede la Regione?».

«Se l’abolizione delle Apt ha lasciato un grande vuoto nell’implementazione della promozione – sostengono – lo scopo di un organismo come l’Otd - formato da amministratori, associazioni di categoria ed operatori economici, nonché da tutti i soggetti che operano nell’ambito del turismo tra i quali anche la Parchi - era proprio quello di concordare insieme le strategie di marketing territoriale migliori per valorizzare il nostro territorio, rendendolo competitivo ed allettante, cercando di garantire la posizione di mercato acquisita in questi anni. Al momento una cosa appare certa – si conclude – se la tassa di soggiorno servirà a fare cassa per i bilanci comunali, sarà di nuovo grazie agli operatori di settore, al loro lavoro ed alla capacità che avranno di spiegare ai loro clienti l’utilità di pagare questa nuova ingiusta gabella».

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