Italia
Dopo l’estate i lavori per rinnovare il museo dei Castello
Nel progetto esecutivo curato dall’Università di Siena spazio alle ceramiche di Sant’Antimo e alle teste di Marina
PIOMBINO
Sta finalmente per partire la messa in opera del progetto di musealizzazione del Castello di Piombino.
Presentato a fine settembre 2010, con gli interventi dell’assessore ai beni culturali Ovidio Dell’Omodarme e dei responsabili del progetto, Giovanna Bianchi (docente all’Università di Siena e autrice della direzione scientifica) e Giuseppe Bartolini (progettista dell’allestimento), il percorso per il nuovo look del Castello ha – è il caso di dirlo – i mesi contati, con l’obiettivo di partenza dei lavori subito dopo l’estate.
«Stiamo aspettando in questi giorni dall’Università di Siena il progetto esecutivo – spiega Dell’Omodarme – Un documento che conterrà dettagli e relativi costi, il primo passo concreto per l’attuazione vera e propria del piano di lavoro».
Identico nei particolari a quello già presentato nel 2010, il progetto sta quindi per essere formalmente recepito dall’amministrazione che provvederà ad avviare le procedure pratiche per la realizzazione dell’opera.
Al di là dell’arrivo dell’esecutivo, è previsto intanto per i primi di marzo un incontro tra Comune, Università, progettisti, Parchi Val di Cornia e Sovrintendenza, per stabilire il crono programma degli interventi.
«La riunione servirà per guadagnare tempo e pianificare l’esecuzione del progetto – prosegue Dell’Omodarme – Lavoreremo nei prossimi mesi in modo da essere in grado di partire effettivamente dopo l’estate con l’allestimento, per non intaccare il periodo di apertura estiva della struttura, con l’obiettivo di inaugurare il nuovo Castello nella primavera del 2013».
Sono tre gli ingredienti fondamentali da elaborare per la messa in opera del piano: la parte scientifica, con i testi e i contenuti del materiale proposto, l’acquisto degli arredi, e infine la produzione multimediale.
Risultato di un lavoro di quasi due anni, il progetto, realizzato dall’Università di Siena nelle figure di Bianchi e Bartolini, con la collaborazione della Sovrintendenza, e cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmi, è nato con lo scopo di rinnovare l’allestimento museale del Castello, sia dal punto di vista dei contenuti che della fruizione.
Il tutto da impreziosire con l’offerta dell’esposizione delle ceramiche di Sant’Antimo e delle teste delle fonti di Marina. Sono complessivamente 848 le forme recuperate nel tetto dell’abside della chiesa piombinese, in prevalenza di produzione pisana duecentesca. Ciotole, brocche, vasi e piatti, ora miracolosamente intatti, ora restaurate (395 pezzi).
Il piano terra del Castello, secondo il progetto definitivo, accoglierà convegni e laboratori. Al primo piano saranno esposte, appunto, le ceramiche, mentre al secondo protagonista sarà la storia piombinese, dal medioevo alla città moderna, da Leonardo alla contemporaneità.
Qui, nello spazio ora dedicato alle conferenze, troveranno posto le teste originali delle fonti di Marina. Il nuovo allestimento sarà legato visivamente da un nastro rosso a unire il senso generale della mostra, ricco pure di arredi tecnologici, come schermi, proiezioni, punti informativi, che si confonderanno felicemente nelle tracce storiche della città.
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