Il Tirreno

Sanità elbana, ancora pochi passi avanti

di Luca Centini

A marzo il secondo elicottero, ma i comitati escono delusi. E il direttore generale Calamai bacchetta Segnini

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PORTOFERRAIO

L’Asl preferisce non parlare. I sindaci definiscono l’incontro con i vertici aziendali costruttivo. I comitati non sono soddisfatti e restano con gli stessi dubbi di prima, al termine di una riunione interlocutoria. E il presidente della conferenza dei sindaci Vanno Segnini se ne va in tutta fretta. È questa, in sintesi, l’atmosfera che si respirava dopo l’attesa conferenza dei sindaci sul tema della sanità elbana, che arriva dopo circa un mese dall’assemblea pubblica organizzata dai comitati cittadini. Al vertice che si è svolto in ospedale era presente il direttore generale della Asl di Livorno, Monica Calamai, supportata da tutti i responsabili dei dipartimenti sanitari dell’azienda livornese che, davanti ai rappresentanti delle istituzioni locali, oltre che ai comitati e a uno sparuto gruppetto di studenti delle scuole d’istruzione secondaria, hanno descritto le strategie e le tecniche di riorganizzazione aziendale servendosi di diverse slide e grafici.

Tra i temi affrontati durante il lungo dibattito ha assunto un ruolo di spicco la gestione dell’emergenza-urgenza, una delle priorità contenute nel documento che, lo scorso ottobre, i sindaci firmarono con l’assessore alla Salute regionale, Daniela Scaramuccia. L’azienda ha annunciato che, il 15 marzo, entrerà in servizio il secondo elicottero in arrivo da Massa e il primo marzo si svolgeranno, tranne nuovi ritardi, le prove tecniche della piazzola d’atterraggio sopra l’ospedale. Quindi sono arrivate tante conferme, già annunciate, tra cui l’apertura del bando per l’assunzione di due nuovi ortopedici, finora sempre andati deserti, l’attivazione dell’hospice e l’avanzamento del rapporto con la capitaneria (prossimo incontro il 5 marzo) per risolvere i problemi dei trasporti sanitari sui traghetti. «È stato un incontro interlocutorio, approfondito e ben dettagliato», ha fatto sapere Vanno Segnini tramite una breve quanto contraddittoria nota scritta.

Ma i comitati, al termine della riunione non hanno nascosto un pizzico di delusione e restano sulle proprie posizioni, in attesa di approfondire il materiale fornito dall’azienda. A preoccupare sono soprattutto le strategie gestionali basate sulla rotazione dei professionisti garantita dal sistema in dipartimenti. «Non siamo usciti con le idee chiare», ha spiegato Manola Balderi del comitato Elba Sanità. «L’impressione è la stessa – ha aggiunto Francesco Semeraro (Elba Salute) – l’ospedale elbano si svuota e per ogni operazione seria si dovrà andare in continente».

La tensione, insomma, non si è sciolta, così come non è stata chiarita quella confusione dei ruoli che, da giorni, sta facendo da sfondo alla discussione sulla sanità pubblica. Alcuni dettagli lo testimoniano, come il cambio in extremis della sede scelta per l’incontro. La presenza dei comitati, secondo quanto si apprende, avrebbe infastidito non poco il direttore Calamai che, durante l’incontro, avrebbe bacchettato Segnini per averli invitati alla riunione tecnica senza darne comunicazione. Il vertice, infatti, era stato allargato anche ai responsabili dei comitati cittadini e persino alcuni ragazzi del movimento studentesco. Fuori - ovvio - i giornalisti, in attesa di una conferenza stampa annunciata per la fine della riunione e organizzata dallo staff di Segnini. Conferenza che in realtà non si è svolta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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