Il Tirreno

Una bimba non vedente ma senza la paura del buio

di Luigi Cignoni

Laura, 11 anni, vince l’oro nella discesa libera ai Giochi invernali studenteschi Un premio per l’impegno, la sicurezza e la grazia con cui ha affrontato la gara

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MARCIANA

Una medaglia d’oro contro le avversità, per l’impegno, la sicurezza e la serietà con cui ha affrontato la gara.

Un riconoscimento per Laura Paolini, 11 anni che sulle piste dell’Abetone ha partecipato con la squadra del comprensivo di Marciana e Marciana Marina, ai Giochi Studenteschi di sport invernali organizzati dal Coni Provinciale, in collaborazione con gli Uffici scolastici di Pisa e Livorno.

Un bellissimo traguardo. Una grandissima soddisfazione per lei e per i suoi istruttori. Ed emozione alle stelle. E’ stata la più brava nella discesa libera con gli sci. Nessun’altra allieva è stata pari allo suo stesso livello. Unica. Sì, perché Laura non è una preadolescente come tutte le altre. Lei è non vedente dalla nascita e non conosce i colori se non per aver appreso scolasticamente che il mare è azzurro come il cielo, che un tramonto è rosa o rosso acceso, secondo le stagioni.

E come spesso accade per tutte le persone non vedenti, si sviluppano altri sensi. Cosicché è acuto il suo udito, al punto da riconoscere le persone dal tono delle loro voci. Accentuato l’olfatto, determinante è il tatto.

«Tocca spesso il viso delle sue compagne – dice Anna Bulgaresi, che alle scuole elementari è stata la sua insegnante – per farsi un’idea di come sono fisicamente e capire anche i loro sentimenti e caratteri. E naturalmente anche le compagne le accarezzano il viso».

La sua impresa ha dell’eccezionale: si è fidata del suo istruttore che le sciava accanto e si è gettata nel vuoto, non sapendo a cosa sarebbe andata incontro. Non hanno tenuto conto i commissari del tempo impiegato nella discesa, ma si sono fatti rapire dalla grazia con cui questa ragazzina trattava gli sci sulla neve fresca. La stessa “trasformazione” che ha notato in lei il suo istruttore, che la segue dall’infanzia, Marco Marzocchini, quando va sott’acqua insieme con la sua amica di sempre Camilla Sartore. «Sembra che voli in quell’elemento che avverte naturale – dice – Sente gli scogli, accarezza le alghe. Sa riconoscere i ricci e le stelle marine».

Forte il suo desiderio di conoscere il mondo che le è stato negato. Iscritta al corso Marelba, ha superato gli esami di minisub. Per lei non si può parlare allora di disabilità, ma forse è il caso di far riferimento a un valore aggiunto, se è vero che tutta una classe, la sua, ha imparato a scrivere e a comunicare in braille, la scrittura dei ciechi. «Siamo davanti a un’integrazione completa – conclude Anna Bulgaresi – Intorno a lei un progetto che ha coinvolto l’intera classe e che è servito a far maturare i ragazzi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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