Il presidio
Un anno ad aiutare i malati e le famiglie
All’ospedale di comunità si assistono anche pazienti terminali, con una funzione medica e sociale
PIOMBINO
L’ospedale di comunità compie un anno e i risultati raggiunti sono più che soddisfacenti; si tratta di una struttura senza precedenti in Val di Cornia, sia per il tipo di assistenza offerta ai cittadini sia per gli obiettivi ottenuti, grazie ad un team affiatato, volenteroso e attento ai bisogni dei pazienti e dei loro familiari.
Il reparto offre circa 15 posti letto, di cui 3 riservati alla funzione di hospice per malati terminali, ma nulla vieta che il numero dei letti possa crescere. Come spiega Alessandro Susini, dirigente sanitario della struttura: «L’ospedale di comunità, al secondo piano di Villamarina, è ancora in fase di crescita e ci auguriamo di poter migliorare ulteriormente, offrendo assistenza domiciliare in tutti quei casi in cui questa non sia possibile per mancanza di un sostegno familiare o per la necessità di un’assistenza stabile».
Inoltre, prosegue il coordinatore dei medici di famiglia Ivano Landi «la nostra funzione è innanzitutto sociale prima che medica. Teniamo a sottolineare che non si tratta di un centro assistenziale specializzato per monitorare i malati terminali attraverso un équipe specializzata. La nostra è una struttura offerta dalla sanità territoriale e composta solo da personale infermieristico, in costante contatto con i medici di famiglia dei pazienti ricoverati per gestire al meglio la situazione e le terapie».
L’ingresso nella struttura è regolamentato dal medico di base «tuttavia negli ultimi tempi – spiega Landi – sono aumentati i pazienti provenienti da altri reparti come medicina, ma anche chirurgia, risolvendo il problema dei posti letto. Al 31 dicembre, i pazienti ricoverati dalla sua apertura sono stati 186. Ricordiamo che qui possono essere ricoverati pazienti, senza limiti di età, autosufficienti o meno, anche temporaneamente».
Una volta internati, i pazienti possono restare nella struttura per trenta giorni, ma si tratta di un limite flessibile, perché come spiega la coordinatrice Rosalba Dini «i malati, in particolar modo i terminali, non possono essere dimessi sulla base di una scadenza, vista la delicatezza della situazione. Inoltre è possibile far visita ai propri cari in ogni momento della giornata».
Nelle stanze, ben arredate e dunque accoglienti, i familiari possono dormire, imparando a fronteggiare una realtà difficilmente gestibile a domicilio, appoggiandosi a un team valido. A breve termine, nei locali attigui alla struttura sarà trasferita l’Associazione Cure Palliative, che al momento si trova a Piombino in via Boncompagni.
Francesca Zamboni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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