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SALUTE

Una nuova cura contro la sclerosi

La vista progressivamente s’annebbia e si sdoppia, compare poi una sensazione di fatica davanti a sforzi anche minimi, si avverte spesso un formicolio alle gambe con difficoltà a camminare. Più o...

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La vista progressivamente s’annebbia e si sdoppia, compare poi una sensazione di fatica davanti a sforzi anche minimi, si avverte spesso un formicolio alle gambe con difficoltà a camminare. Più o meno sfumati, questi disturbi sono difficilmente indirizzabili a una sola e specifica malattia: la sclerosi multipla, una malattia degenerativa del sistema nervoso, a carattere progressivo, che in Toscana colpisce ogni anno circa 150 persone ( i malati sono complessivamente 3.500). . Dall’impiego del cortisone all’uso successivo dell’interferone, le cure non hanno ancora risolto il problema, agendo inoltre in maniera soltanto transitoria.

Ora,un concreto passo avanti – si è detto a Roma a un incontro promosso da Novartis – viene da una nuova molecola, il fingolimod. Il primo vantaggio è rappresentato dalla somministrazione per bocca, evitando così il disagio dell’iniezione quotidiana. In secondo luogo, diverso è il meccanismo d’azione in quanto capace di bloccare l’ingresso nel sistema nervoso di specifici globuli bianchi che andrebbero a danneggiare la mielina ovvero la guaina protettiva di rivestimento delle fibre nervose.

In particolare, gli aspetti curativi riguardano soprattutto la riduzione della percentuale di ricadute, della perdita progressiva di volume cerebrale, del processo d’infiammazione. In base anche a una soggettività individuale, quali possibili effetti collaterali,vengono segnalati casi di rallentamento dei battiti cardiaci e un lieve rialzo dei valori della pressione arteriosa.

Secondo Alfonso Judice, professore associato alla clinica neurologica dell’Azienda ospedaliera universitaria Pisana, la diffusione in Toscana della sclerosi multipla non differisce dalla media nazionale. La disponibilità di una rete di centri specialistici, diffusa abbastanza capillarmente sul territorio,garantisce l’accesso alle terapie più innovative, pur con risorse che necessitano di essere costantemente adeguate alle sempre maggiori esigenze di diagnosi e cure. In particolare – ha concluso Judice – il centro pisano s’avvale di una rete assistenziale integrata fra ospedale e territorio con una interlocuzione costante con le associazioni dei pazienti.

Gian Ugo Berti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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