Il Tirreno

Gelo, gravi danni alle coltivazioni

di Serena Insero

Denuncia della Cia Venturina: «Va male per gli ortaggi, ma olivo e vite se la dovrebbero cavare»

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VENTURINA

La gelata prolungata ha causato gravi problemi anche alle coltivazioni della Val di Cornia.

La denuncia arriva dalla Confederazione agricoltori italiani di Venturina (Cia), che attualmente sta verificando l'entità dei danni provocati al settore agricolo.

Per una corretta valutazione «bisogna tenere presente che le temperature minime non sono uniformi in tutta la Val Di Cornia – spiega l'agronomo, Pasquale Delli Paoli, della Cia - Non ci sono state ripercussioni consistenti nelle zone vicino al mare, come a Piombino e a Rimigliano, in cui gli abbassamenti di temperatura sono stati più contenuti».

Il portale internet della Cia informa che negli ultimi trenta giorni le temperature non sono scese oltre i quattro gradi.

Questo secondo i dati forniti dalla stazione meteo della Cia, posizionata in località Ghiacci Vecchi nel comune di Campiglia, vicino al Park Albatros (consultabili direttamente alla pagina internet http://www.irri.it/meteo/day.php).

«Una gelata prolungata sotto gli otto gradi fa danni irreparabili – spiega l'agronomo della Cia – Nelle zone più interne, come in località Casalpiano e Casalappi, le temperature sono scese maggiormente rispetto a quelle registrate dalla nostra stazione meteo - spiega Delli Paoli - Un agricoltore ha rivelato temperature minime di otto gradi a Suvereto, in località Forni».

Insomma, la situazione varia a seconda della zona.

«Al momento possiamo dire che la coltura più danneggiata per entità di danno e diffusione è sicuramente il carciofo, come riportato nell'articolo del Tirreno del 9 febbraio» spiega Delli Paoli.

Più dell' 80% della produzione di questo tipico prodotto locale andrà persa, provocando un danno economico gravissimo.

«Al momento non sono stati rivelati danni sulle colture più diffuse sul territorio, come lo spinacio, il cavolo, la bietola da taglio e il porro».

«Mentre sappiamo – sottolinea – che soltanto una parte minima di finocchio, prodotto nelle nostre zone in pochi ettari, è stata danneggiata dal freddo. Questo perché nella maggior parte dei casi si è già provveduto alla raccolta».

«Si possono ipotizzare danni su fava da orto (raccolta prevista per l'inizio della primavera), coltura diffusa in Val di Cornia su una decina di ettari - prosegue Delli Paoli - Al momento però non siamo ancora riusciti a fare un sopralluogo per rilevare i danni effettivi. Occorreranno ancora sette, otto giorni per aver un quadro preciso sulla situazione».

Le temperature rilevate inducono a ritenere improbabili danni sull'olivo, coltura importantissima per diffusione e per il suo valore paesaggistico, anche se «al momento è un po' presto per dirlo visto anche la disuniformità delle temperature nelle diverse località della Val di Cornia - conclude Delli Paoli - Mi sento di escludere, al momento, danni alla vite».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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