Il Tirreno

giornata di studi

Memoria , musica e immagini sul dramma della Shoah

CAMPIGLIA Per ricordare il dramma della Shoah una giornata di approfondimento storico - nella sala Sefi - in omaggio al giorno della memoria che cade il 27 gennaio. Il Comune di Campiglia ha...

2 MINUTI DI LETTURA





CAMPIGLIA

Per ricordare il dramma della Shoah una giornata di approfondimento storico - nella sala Sefi - in omaggio al giorno della memoria che cade il 27 gennaio. Il Comune di Campiglia ha organizzato questo incontro per riflettere su un dramma collettivo insieme alle classi seconde e terze della media Carducci di Venturina. In sala molti venturinesi, tra cui i nonni degli alunni.

L'iniziativa ha preso il via col saluto dell'assessore agli affari generali, Gianfranco Benedettini, e della direttrice dell'Istituto storico della Resistenza Catia Sonetti che hanno sottolineato quanto sia importante incontrare i protagonisti della storia.

«L'opera della memoria – ha detto Benedettini – è fondamentale per tenere presente ciò che non vogliamo avvenga più. Abbiamo bisogno di raccogliere testimonianze autentiche, di ascoltare il ricordo di chi ha subito violenza, di chi ha sacrificato la propria vita per salvare quella degli altri o ha rifiutato di chinare la testa all'odio, al razzismo, alla guerra, affermando la dignità dell'essere umano. Quindi lo scopo di questa iniziativa è quello di "passare il testimone" alle future generazioni».

Obiettivo centrato grazie alla testimonianza di Hanna Kugler Weiss, ex deportata ad Auschwitz e alle insegnanti, Manuela Gori e Maria Stella Ulivi, che hanno proposto una chiave interpretativa del tema sulla Shoa attraverso la proiezione di un documentario sul campo di Auschwitz ed alcune letture. Gli studenti si sono dimostrati sensibili ed attenti, subito colpiti dai capelli bianchi della signora Hanna, che ha parlato della sua drammatica esperienza di perseguitata e deportata.

Racconto emotivamente coinvolgente. Il silenzio in sala ne è stata prova. «Cosa ha provato nel vedere il video sul campo di Auschwitz?» chiede un alunno. «Io non ho paura di quelle immagini perché le ho vissute quelle cose, ma capisco che per i ragazzi non sono così semplici da guardare... ma importanti per conoscere la storia» risponde Hanna che nel campo di concentramento ha perso la madre, i nonni e la sorella minore. «Non sono cose piacevoli da affrontare, ma è giusto farlo. Dobbiamo conoscere la storia, ci servirà per il nostro futuro perché queste cose non devono più accadere» ha detto una ragazza della terza b. Il momento della lettura è stato introdotto da una studentessa: «Mai come in questo secolo si è cercato di dimenticare Dio e togliere la dignità umana. Queste letture nascono da una riflessione storica sulla guerra come macchina della morte». L'iniziativa si è conclusa con il concerto di flauto eseguito dagli alunni e diretto dal professore di musica Abdon Fabbri. Tra le canzoni che hanno suscitato più emozione la colonna sonora di "La vita è bella" di Nicola Piovani.

Serena Insero

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino