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Tassa sugli aerei, la stangata di Monti fa scappare i turisti
Pagano i mezzi che si fermano allo scalo per oltre 48 ore Boccardo (AlaToscana): «Misura da revocare subito»
MARINA DI CAMPO
Arriva la stangata sull’aeroporto di Marina di Campo. La nuova tassa sugli aeromobili introdotta dal governo Monti, oltre a colpire i proprietari dei velivoli, interesserà tutti i turisti stranieri che sosteranno più di 48 ore negli scali italiani. Una vera e propria beffa per gli aeroporti che vivono di turismo, come quello della Pila.
Il “Teseo Tesei” rischia di veder scomparire i voli privati provenienti dall’estero, già in flessione nell’ultimo anno. E i vacanzieri sanno già tutto sugli effetti del decreto “salva Italia” e stanno dirottando la propria attenzione sulla Corsica, vicina quanto l’Elba ma decisamente più economica.
Sono purtroppo già molte le disdette arrivate agli alberghi elbani che, se tutto rimarrà invariato, dovranno fare a meno degli introiti derivanti da questo segmento turistico, con ovvie ricadute occupazionali. «Chiedo al governo di cancellare questa imposta gravosa per il settore turistico – commenta Claudio Boccardo, amministratore unico di AlaToscana, la società che gestisce l’aeroporto di Campo – in quanto provocherebbe un danno enorme per gli scali come il nostro. Credo che l’idea del provvedimento sia giusta perché, così come è pensata, costringe tutti i proprietari di aerei a pagare le tasse ed evita che si possano immatricolare i velivoli all’estero per aggirare le normative e non versare i contributi. Ma così facendo – continua Boccardo – l’effetto è esattamente l’opposto. La tassa la pagano tutti, anche chi non c’entra niente e porta benefici all’economia italiana».
Le norme approvate sono piuttosto articolate e hanno lo scopo di perseguire fiscalmente sia gli aeromobili immatricolati e iscritti nel registro aeronautico nazionale, sia quelli non iscritti che tuttavia stazionino per oltre 48 ore sul territorio nazionale, come quelli provenienti dall’estero che portano enormi benefici dal punto di vista economico all’Isola d’Elba durante la stagione estiva. Le tariffe sono diversificate a seconda del peso dell’aereoe, quando sono applicate in base ai modelli di areomobile che staziona alla Pila, possono raggiungere parecchie migliaia di euro (nella scheda gli importi nel dettaglio).
«Questa misura deve essere revocata immediatamente – continua Boccardo – perché è proprio in questo momento che i turisti stranieri si stanno organizzando per muoversi in aereo. E’ un peccato perché, senza questa tassa, alcune società di aviazione avrebbero pianificato una serie di lanci di paracadute proprio sul nostro territorio. Ora, però, hanno cambiato idea».
La preoccupazione dell’Ad è condivisa dagli operatori del settore turistico dell’isola. «Abbiamo ricevuto diverse disdette – dice Massimo De Ferrari, presidente dell’associazione albergatori elbana – una delle quali da un nostro affezionato cliente tedesco. Questa persona pernotta ogni anno per una settimana a luglio all’hotel Hermitage ma, da quest’estate, non verrà più. A causa del decreto “salva Italia” si troverebbe a pagare 14.400 euro di imposta governativa. Ha deciso di non venire più ed è un peccato perché le persone come lui portano importanti benefici a tutta l’economia del territorio».
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