Pannelli solari in miniera I lavori entro fine anno
Si sblocca l’iter per il maxi-impianto nelle aree dismesse di Rio Marina Il parco sorgerà su tre ettari di terra rossa e costerà circa 5 milioni di euro
di Luca Centini
RIO MARINA
L’ok tanto atteso dall’amministrazione comunale di Rio Marina è arrivato giovedì. Il progetto per il maxi impianto fotovoltaico che sorgerà nelle aree dismesse delle ex miniere ha incassato il via libera in conferenza dei servizi. Finalmente il percorso, avviato anni fa dall’ex sindaco Bosi e portato avanti in questi mesi dal sindaco Mancuso vede la luce, dopo esser stato frenato a lungo dalle osservazioni legate ai problemi di assetto idrogeologico delle aree in questione e quelli, sollevati dalla Soprintendenza, relativi all’impatto paesaggistico dell’opera. Le prescrizioni imposte sono state rispettate dal Comune, con il progetto che finalmente ha superato le procedure di Via.
«E' un risultato storico – commenta il sindaco Mancuso – che consente di iniziare la riconversione di questa parte di territorio che per troppo tempo ha rappresentato un problema per il suo degrado e le sue condizioni di sicurezza e che oggi, risanato negli anni dell'amministrazione Bosi, vede in questa iniziativa l'occasione di divenire strumento di sviluppo economico ed occupazionale ed elemento di una politica ambientale con esso compatibile».
Mancuso conta di poter appaltare i lavori per la realizzazione dell’impianto entro l’anno. Il parco solare, della potenza nominale di 970kwp, occuperà circa 3 ettari di terra rossa, in cui saranno installati oltre 450 pannelli fotovoltaici che produrranno tra i 1200 e i 2500 megawatt ore all’anno. In pratica l’energia prodotta coprirà buona parte del fabbisogno energetico del paese e contribuirà, da solo, a garantire l’approvvigionamento energetico per tutta l’illuminazione e il riscaldamento pubblici.
Un progetto di simili dimensioni è stato realizzato in provincia di Prato, sempre all’interno di un’area mineraria dismessa. Alla realizzazione del maxi parco fotovoltaico, il cui costo si dovrebbe aggirare intorno ai 5 milioni di euro, partecipa anche il ministero dell’Ambiente che ha garantito un finanziamento di oltre 329mila euro. «Seguiremo le ulteriori fasi nel confronto con il Parco dell'Arcipelago che ha sin dalla stesura del piano del Parco valorizzato tale opportunità – dice Mancuso – e che potrà con esso veder realizzato uno dei suoi importanti obiettivi».
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