Il Tirreno

GASOLIO

Pescatori a Roma a protestare contro i rincari

Come promesso (sono fermi da lunedì mattina) anche i pescherecci per la pesca a strascico, insieme ai tir di tutta Italia, sono ancora in sciopero, cioè sono rimasti a banchina nel porto

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PIOMBINO. Come promesso (sono fermi da lunedì mattina) anche i pescherecci per la pesca a strascico, insieme ai tir di tutta Italia, sono ancora in sciopero, cioè sono rimasti a banchina nel porto di Piombino. Il problema è sempre lo stesso, si spende troppo per lavorare, rispetto a quanto si guadagna.

Dunque anche la pesca sta attraversando un difficile momento di crisi. «I costi sono raddoppiati, soprattutto il gasolio con l’Iva al 21% – ha spiegato, a nome dei “colleghi”, Francesco Pampana, all’ormeggio col suo peschereccio “Madonna di Fatima” – Il problema è che la marineria a strascico è arrivata a un punto di non ritorno. Pesano le norme europee, pesa che il costo del pesce pagato a noi sia fermo a 10-15 anni fa». Oggi Pampana insieme ad altri pescatori di Piombino sarà alla manifestazione di Roma contro gli aumenti decisi dal governo Monti. Inizialmente si pensava di riprendere il mare da domani. «Ma bisognerà vedere cosa decidono di fare i camionisti – diceva, ieri sera, Pampana – perché se loro stanno fermi noi con cosa lo trasportiamo il pesce?». Insomma anche il mercato ittico rischia di restare all’asciutto.(c.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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