Il Tirreno

Ok a nuove farmacie per Portoferraio e Marina di Campo

Nei due Comuni c’è lo scarto numerico degli abitanti che potrà consentire l’apertura di due centri

3 MINUTI DI LETTURA





di Stefano Taglione

PORTOFERRAIO

Una nuova farmacia a Portoferraio, forse una anche a Marina di Campo. Sono queste le principali novità che riguardano l'Isola d'Elba sul settore farmaceutico, dopo che il consiglio dei ministri venerdì sera ha approvato il decreto sulle liberalizzazioni. Le farmacie passano da una ogni 4 o 5mila abitanti, dipendeva dalla popolazione, ad una ogni 3mila.

Per i Comuni con meno di 9mila abitanti basterà un eccesso di 1.500 persone e se ne potrà aprire una nuova, mentre in quelli più popolosi, all'Elba solo Portoferraio, la soglia si ridurrà a 500. Una situazione abbastanza complessa, che sarà definita meglio solamente quando verranno ufficializzati i dati dell'ultimo censimento. Secondo quanto riportato sui siti dei Comuni, i residenti nel Comune di Campo nell'Elba sono 4.452, mentre Portoferraio ne conta 12.095. A Campo bastano 48 abitanti in più al momento dell'emanazione del bando di concorso e verrà dato il via libera alla seconda farmacia, mentre Portoferraio è abbastanza lontano dal vedere aperta la quinta. Si gioca quindi su una differenza molto risicata. Per gli altri comuni elbani rimarrà tutto inalterato, dato che sono ben lontani da compiere lo scatto numerico per l'apertura di un nuovo centro. Per quanto riguarda invece la vendita dei farmaci di fascia C, quelli sotto ricetta ma non rimborsabili, nessuna estensione a parafarmacie e grande distribuzione: rimarrà tutto inalterato. Vengono invece liberalizzati i turni e gli orari, quindi dal momento della pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale ogni farmacia potrà aprire al pubblico più liberalmente. «Con uno o due concorrenti in più - dice Giampietro Coli, titolare della farmacia di piazza Marinai d'Italia a Portoferraio - è chiaro che dovremo far quadrare i conti e potremmo anche licenziare qualche dipendente. Se dovessimo fare ciò, spero che almeno si creino nuovi posti di lavoro nei centri che andranno a concorso».

Per i farmacisti diminuiranno i guadagni. Difficoltà che si aggiungono a quelle per i rimborsi dei medicinali di fascia A, i farmaci sotto ricetta che il cittadino non paga.

«La Regione ce li rimborsa con ritardo - continua Coli - e noi, nel frattempo, siamo costretti ad accendere dei mutui per poter pagare i nostri fornitori. Metà degli interessi li paghiamo noi, l'altra la Regione. Purtroppo è un danno perché questi soldi dovremmo averli subito, ma non è mai così».

L'unica nota positiva, per Coli, è la liberalizzazione degli orari di apertura.

«Molto probabilmente continueremo a metterci d'accordo con le altre farmacie - dice -, ma non avere vincoli di orari. Appena ci riuniremo con i colleghi proporrò di modificare gli orari di apertura mattutini dalle 9 alle 13. E' più comodo per la clientela».

I farmacisti tirano un sospiro di sollievo dopo che la liberalizzazione dei farmaci di fascia C , è saltata. «Senza la figura del farmacista - dice Franca Lazzeri, proprietaria dell’unica farmacia di Capoliveri - verrebbe a mancare l’informazione chiara per il cliente.Da uno studio condotto negli Usa, dove la gente può comprare i farmaci nei drugstore semplicemente prendendoli dagli scaffali, i danni dovuti ad abusi di medicine sono decisamente aumentati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera