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Alla ricerca del litio, un tesoro nascosto nei monti campesi
Partirà un progetto pilota indirizzato all’estrazione Via libera della Regione per l’impatto ambientale
di Stefano Taglione
MARINA DI CAMPO
L'Elba è una miniera di litio. Presto partirà un progetto pilota sull'estrazione di questo metallo, che anno dopo anno sta diventando sempre più prezioso.
L’associazione pistoiese “Lithium” sta per iniziare una ricerca fra San Piero e Sant'Ilario per conoscere meglio i segreti di questo elemento chimico.
Il progetto denominato “Colle Tozza”, che poche settimane fa ha ricevuto l’ok da parte della Regione sulla valutazione di impatto ambientale, consiste nella raccolta e nello studio di campioni di minerali per migliorare le tecniche di estrazione del litio.
Negli ultimi anni, infatti, il valore di questo elemento ha subito un'impennata del 200-300% ed è considerato importantissimo nel settore dell'industria elettrica, basti pensare alle moderne batterie, la maggior parte delle quali sfruttano proprio il metallo argentato. «In assenza di nuove tecnologie - dice il geologo Federico Pezzotta, collaboratore dell'associazione pistoiese e conservatore di mineralogia al Museo di Storia Naturale di Milano - nei prossimi anni il litio costerà ancora più di oggi, dato ne aumenterà il fabbisogno. E' un elemento molto importante per l'industria elettrica, quindi tutto ciò che ha a che fare con questo settore, come le auto elettriche sempre più numerose, richiedono litio. L'associazione Lithium ha degli interessi su alcuni giacimenti in Africa, per questo vuole compiere degli studi ambientali approfonditi in modo da perfezionare le tecniche di estrazione. All'Elba è possibile farlo a costi decisamente contenuti, in modo che poi lo sfruttamento minerario in Africa possa essere estremamente produttivo. Non siamo i primi a farlo - continua Pezzotta -, c'è già un precedente. Alla fine degli anni '70 la società Larderello aveva iniziato una serie di studi proprio a San Piero, inviando una persona direttamente sul posto. All'epoca però estrarre litio non era conveniente quanto lo è oggi».
All'Elba non esiste però una cartografia del territorio, quindi i soci della “Lithium” dovranno iniziare battendo il territorio metro per metro. «Non è mai stata tracciata una mappa - continua Pezzotta - e ne approfitteremo per crearla. Fra San Piero e Sant'Ilario ci sono molti minerali.
Non bisogna allontanarsi troppo dalle strade, bastano 500 metri per individuarli».
Nonostante l'alta densità di litio, all'Elba non verrà realizzato nessun impianto di estrazione. «Ammesso che ci avessero dato il permesso di estrarre - spiega Pezzotta -, operare all'Elba non è conveniente, dato che i giacimenti non sono così grandi.
Non vale la pena di investire. I giacimenti devono essere di proporzioni decisamente maggiori perché l'azienda diventi produttiva.
Partiremo da San Piero e Sant'Ilario per effettuare solamente degli studi scientifici, che non impattano sull'ambiente».
Giovedì ci sarà la conferenza dei servizi.
«Se non ci saranno problemi - conclude Pezzotta - speriamo di iniziare a prelevare i primi campioni nella tarda primavera.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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