Il Tirreno

Cargo coi motori in avaria recuperato a Montecristo

Cargo coi motori in avaria recuperato a Montecristo

Dopo la tragedia del Giglio supercontrolli nelle acque dell’arcipelago La nave rimorchiata a Piombino, attesi per stamani i tecnici da Genova

2 MINUTI DI LETTURA





di Cecilia Cecchi

PIOMBINO

Una nave da carico trainata dal rimorchiatore da Montecristo al porto di Piombino, nel cuore della notte. Un intervento di salvataggio rapidissimo e necessario sia per la sicurezza dell’equipaggio che per la difesa delle isole dell’arcipelago. Un’altra emergenza in mare nella giornata di martedì, in quest’area controllatissima proprio in questi ultimi giorni: dopo i 198 bidoni tossici persi da un eurocargo nel mare della Gorgona (il 17 dicembre) durante una burrasca. E soprattutto dopo il tragico naufragio della “Costa Concordia” venerdì scorso.

La motonave “Laguna” battente bandiera della Tanzania è partita da Marina di Carrara carica di marmo e prodotti siderurgici (coils) diretta a Tartous in Siria.

A metà strada tra Giglio e Montecristo si è fermata. Sono le 14,30. Immediatamente arriva una chiamata di controllo dalla capitaneria di porto di Livorno: da bordo del cargo la segnalazione dell’avaria dei due motori principali.

Con altrettanta rapidità è cominciata l’operazione di soccorso. Il recupero viene girato sulla capitaneria di porto di Piombino. «Alle 15,42 inviamo nella zona, da Piombino, il rimorchiatore “Alfredo Neri”» conferma il capitano Martino Rendina.

Contemporaneamente - tra l’altro - l’”Algerina Neri” (rimorchiatore d’ultima generazione, ideale per il salvataggio, in servizio a Piombino dall’estate scorsa) parte dalla darsena rimorchiando al Giglio il pontone “Meloria” con l’attrezzatura subacquea per il recupero degli idrocarburi dalla “Costa Concordia”.

Tra Giglio e Montecristo il vento e il mare sono buoni, ma la “Laguna” - raggiunta da una motovedetta della Guardia costiera di Livorno, che controlla la situazione - viene sospinta dalle correnti per un paio di miglia verso l’Elba.

«L’”Alfredo Neri” arriva sottobordo verso le 19,30 - riprende il comandante Rendina - La nave viene agganciata e portata a Piombino». Arrivo in porto alle una e trenta. Qui esce un secondo rimorchiatore per provvedere alle operazioni di ormeggio in sicurezza al “Magona sud”.

Disagi, emergenze? «Sul posto abbiamo fatto una prima ispezione visiva - risponde Rendina - senza che si rivelassero altre problematiche a parte l’avaria ai motori, né la nave è risultata sovraccarica».

Controllati dalla polizia di frontiera gli 11 membri dell’equipaggio, tutti siriani; solo uno è senza passaporto (dovrà restare a bordo, secondo gli accordi per l’area Schengen).

L’armatore (appoggiato all’agenzia Mixos) si è subito attivato: già stamani sono attesi i tecnici da Genova per riparare i motori. Poi ci vorranno le verifiche a bordo della capitaneria per poter riprendere il mare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani