Italia
Asta pubblica per gli stabilimenti, il Governo gela i balneari
Un articolo della bozza sulle liberalizzazioni sta mettendo a subbuglio la categoria. A “indorare la pillola” verrebbe inserito un diritto di prelazione
L'articolo 26 contenuto nella bozza del decreto legge sulle liberalizzazioni dichiarato dal Governo Monti sta mettendo in allarme tutto il settore dei balneari.La norma, così com'è, asseconda sostanzialmente le richieste comprese nella direttiva Bolkestein, presentata dalla Commissione europea nel febbraio del 2004, ma recepita dall'Italia solo sei anni più tardi, creando preoccupazione e incertezza nei gestori degli stabilimenti balneari.
La legge europea impone in termini di concessione, dopo la prima scadenza (sei anni), l'obbligo di rimettere la licenza in una nuova gara, annullando di fatto il diritto di insistenza che confermava di fatto la vecchia concessione.
La bozza del testo del governo Monti ribadisce quindi, "in conformità alla normativa dell'Unione europea a tutela della concorrenza", la necessità di ordinare nuova gara, anche se, a differenza della normativa Bolkestein, viene prevista la possibilità per il precedente concessionario di vedere riconosciuto un diritto di prelazione, sempre in linea tuttavia con il criterio dell'offerta economica più vantaggiosa.
In parole povere, il vecchio gestore potrebbe mantenere la concessione a patto di adeguare "la propria offerta a quella presentata dal concorrente risultato vincitore della procedura".
A pareggiare la nota positiva costituita dal diritto di prelazione arriva però la notizia della durata della concessione, in ogni caso non rinnovabile, stabilita nella bozza; non sarebbe quindi di sei anni, come viene prevista nell'orientamento europeo, ma di quattro.
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