Il Tirreno

In vigore per tutto il 2012, è stato previsto un impegno di spesa che supera i 570mila euro

Via libera del Governo al piano antincendi del Parco

Via libera del Governo al piano antincendi del Parco

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 PORTOFERRAIO Approvato dal Governo il piano antincendio boschivo dell'arcipelago toscano. Un piano elaborato dal Parco e redatto in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali dell'Università degli Studi di Firenze e l'Unione dei Comuni. Piano che comprende la previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi nell'area protetta dell'arcipelago toscano e che ha scadenza fino al 2015. Un pacchetto di proposte contro gli incendi boschivi, piaga di cui periodicamente soffrono le isole dell'arcipelago, che, per essere attuato, necessita di un impegno di spesa annuale che va oltre i 570mila euro e che sfiora i tre milioni di euro nell'arco dell'intero quinquennio. Al dossier hanno inoltre collaborato il dirigente dell'Unione dei Comuni Mario Ferrari, il responsabile del Settore Forestazione Domenico Giove e il funzionario Ilaria Agarini. A cosa mira il piano? A tutelare il territorio insulare dagli incendi boschivi. Superficie insulare che è particolarmente vulnerabile a questo tipo di fenomeno e quindi diventa importante seguire le metodologie contenute nel dossier, metodologie che si adattano di volta in volta alle singole isole dell'arcipelago, tenute presenti le caratteristiche morfologiche di questi singoli territorio. Ma c'è un dato interessante. Lo si evince dalle analisi dell'andamento "storico" degli incendi che vede un picco nel suo manifestarsi tra il 1994 e il 2008 (gli anni neri il 1999 e il 2003). Oltre il novanta per cento dei roghi è doloso: le cause sono da attribuirsi al dolo. I comuni maggiormente a rischio sono quelli di Campo, Capoliveri. A seguire Marciana presenta una gravità molto alta come Portoferraio,Rio Marina e Rio Elba. Invece a Porto Azzurro la gravità è bassa e Marciana Marina non ha avuto incendi. Per questo la prevenzione è importante. In che modo? Attraverso la lotta attiva, la viabilità, i viali tagliafuoco, l'approvvigionamenti idrici, le piazzole di atterraggio degli elicotteri, la prevenzione selvicolturale, la formazione specifica del personale e il pattugliamento sul territorio. Ci vuole anche un centro operativo permanente, delle persone responsabili alle operazioni di spegnimenti e di coordinamento delle squadre, le stazioni di avvistamento e le vedette. Insomma, una task force operativa 24 ore su 24 nei mesi cosiddetti a rischio incendi.

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di Redazione web