Il Tirreno

Il Psi campigliese e il documento del Comitato

«Il decalogo del paesaggio sbaglia sul Regolamento urbanistico»

Campo alla Croce
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Campo alla Croce

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 CAMPIGLIA. «Abbiamo analizzato il documento e ne terremo conto, con alcune eccezioni». Così il Psi di Campiglia e Venturina risponde tramite un comunicato al decalogo del Comitato per Campiglia e dell'associazione Democrazia e Territorio, scritto dopo un incontro pubblico.  «A nostro parere si tratta di un lavoro importante - si legge - che si intrattiene su argomenti dibattuti in questo territorio ormai da più di 40 anni. Unica eccezione il punto dieci. Tutti hanno il dovere di rispettare l'articolo 9 della Costituzione riguardante il paesaggio: ci mancherebbe. Così come l'articolo 117, che riguarda il territorio regolato e pianificato dalla Regione e dai Comuni. Il nostro regolamento urbanistico è coerente ai due articoli, altrettanto accade per le pratiche di realizzazione».  Il problema, secondo quanto risposto dalla segreteria del partito socialista italiano, sono gli insediamenti realizzati con la pianificazione iniziata negli anni Settanta. Un esempio? «Gli insediamenti di Campo alla Croce. Negli anni '80 la vallata doveva essere abitata da più di settantamila abitanti con tante case di cemento. Il disegno era che quelle terre, praticamente abbandonate (l'agricoltura agonizzava), potevano svolgere un ruolo ordinatore del territorio riscattandole con segnali di grande risonanza. Uno studio autorevole, dieci anni dopo, ipotizzò 90.000 abitanti e naturalmente tante case di cemento. Chissà cosa diremmo oggi, se quelle previsioni si fossero attuate».  E per l'agricoltura? Secondo il Psi la tutela del paesaggio agricolo si impone là dove l'agricoltura viene ancora praticata e dà reddito.  «Sul punto dieci diciamo - affermano nel comunicato - che le forme assembleari non ci piacciono e neppure i cosiddetti percorsi partecipativi. Preferiamo il confronto che si svolge nelle sedi istituzionali votate dal popolo. Il decalogo è un documento che terremo in debito conto nel lavoro in cui siamo impegnati affinché lo sviluppo del territorio sia armonico e il progresso sia l'insieme ben sapendo che, chiunque lo voglia ridurre ad una sola visione, fa ideologia o romanzo».

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