PARCHI E TASSA DI SOGGIORNO: IL DIBATTITO
Massimo Zucconi (Comune dei cittadini)
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Che fine farà la Parking Pass? Il Comune di Piombino vuole riprendersi per sé la gestione dei parcheggi al mare, dalla Sterpaia a Baratti. Che fine farà il Parking Pass? L'abbonamento stagionale ai parcheggi della nostra costa, fornito dalla Società Parchi, è stato negli ultimi anni una delle poche agevolazioni concesse dal territorio ai suoi residenti ed ha consentito agli abitanti della Val di Cornia di accedere più serenamente alle nostre spiagge. Adesso che la Parchi è in affanno sotto i colpi dei tagli di bilancio e che il Comune di Piombino ne prepara il necrologio, revocando la concessione dei parcheggi con i quali fino ad oggi la società è riuscita a incassare delle entrate da destinare alla manutenzione ambientale e alla tutela del patrimonio culturale di tutti i parchi, ci chiediamo preoccupati quale sia il destino di quel piccolo tagliando. Continuerà a essere distribuito? Provvederà ancora la Parchi oppure sarà direttamente il Comune di Piombino ad estendere le agevolazioni a tutti gli abitanti della Val di Cornia? Non vogliamo assolutamente figurarci uno scenario nel quale il parcheggio al mare è agevolato per gli abitanti di un comune e salato per gli altri. Si tratterebbe di un salto indietro di decenni e di una completa regressione rispetto ad anni di progressi segnati dalle politiche sovracomunali. Giuliano Parodi (Uniti per Suvereto) Idv e maggioranza hanno idee diverse Le considerazioni del capogruppo Idv al Comune di Piombino, Marco Mosci, in merito alla tassa di soggiorno ed alla Società Parchi sono una precisa presa di posizione che dovrà far riflettere tutta la maggioranza. Se il sasso è stato lanciato è opportuno che qualcuno lo raccolga, oppure che siano tratte le dovute conseguenze. Non è credibile una maggioranza, che ogni qualvolta si creano profonde divergenze su importanti atti amministrativi, faccia finta di niente. In effetti non si sta parlando di provvedimenti marginali, ma dell'istituzione della tassa di soggiorno per finanziare la Società Parchi. È evidente che l'Idv abbia un parere diametralmente opposto. A questo punto si deve capire quali siano le ripercussioni sulle decisioni future. Se l'iniziativa di Marco Mosci ha solo finalità populistiche e può servire alla maggioranza per evitare polemiche con le associazioni di categoria contrarie alla tassa di soggiorno, è una cosa, altrimenti è ovvio che attendiamo reazioni da parte di qualcuno. Nel frattempo il presidente della Società Parchi ha preso atto delle dichiarazioni di Mosci ed ha rimandato le critiche al mittente, perlomeno per quel che riguarda la sua gestione, evitando di entrare nel merito della tassa di soggiorno. Di fatto però la questione posta non può essere archiviata senza i dovuti chiarimenti, anche perché l'Idv non è contrario nettamente alla tassa di soggiorno, dato che propone un utilizzo alternativo degli eventuali introiti, ma pone l'accento sul funzionamento della Società Parchi e chiede una totale revisione della gestione. A questo punto vorremmo capire cosa stia succedendo. Per quel che ci riguarda, lo abbiamo detto chiaramente che siamo contrari alla tassa di soggiorno e abbiamo motivato le nostre opinioni. La Società Parchi andrà comunque rivista, nonostante gli sforzi apprezzabili dell'attuale gestione, serve un assetto ed una struttura diversa, che pesino meno sugli enti locali e che la renda pressoché autonoma. Simone Verucci Luigi Coppola (Udc di zona e provinciale) È un'imposta controproducente Una tassa controproducente: così può essere definita la tassa di soggiorno a Campiglia. Mancano infatti i presupposti, si è scelto il momento peggiore e non è certo che le risorse aggiuntive andranno al turismo. Campiglia si sta affacciando al turismo con infinite contraddizioni. C'è il parco di San Silvestro, ma ci sono anche le cave che ne riducono il potenziale. Ci sono le terme, ma intorno, invece dei servizi, sorgono anonime lottizzazioni edilizie. Chi arriva alla stazione non trova informazioni e collegamenti turistici per i paesi, i parchi e le terme. Il centro storico vive solo pochi mesi estivi con i non residenti che vi hanno comprato casa. Nelle campagne sono sorti agriturismi, ma anche invasivi impianti industriali e distese di pannelli solari. In generale si può dire che Campiglia è ancora un comune che non vive e non valorizza il turismo. Che il momento sia in assoluto il peggiore non è difficile da capire. La pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie è al massimo storico. I nostri turisti, mediamente, non sono facoltosi, ma ceto medio, lavoratori e pensionati. Un' ulteriore tassa sulla vacanza, che potrà arrivare fino a 150 euro a persona per un soggiorno di un mese, può lasciare il segno. La tassa scatterà dal 1º marzo del 2012 costringendo gli operatori a modificare le tariffe già pubblicizzate e le stesse prenotazioni. La tassa si applicherà inoltre anche agli affitti turistici delle seconde case, senza che sia stata fatta una valutazione seria sulle modalità di esazione e di controllo. Il risultato sarà un'accentuazione della concorrenza sleale che penalizzerà proprio le imprese turistiche. Tutte ragioni che avrebbero dovuto consigliare una diversa riflessione e almeno un rinvio, ma la maggioranza si è dimostrata sorda. Infine, nel regolamento non c'è mai scritto che le entrate della tassa saranno "aggiuntive" rispetto alle risorse che già oggi il Comune destina al turismo, ovvero se saranno destinate a migliorare e ad aumentare i servizi turistici. Se il Comune deciderà di utilizzare le entrate della tassa di soggiorno in alternativa ai trasferimenti che già oggi destina alla Società Parchi, è chiaro che nessun euro in più andrà al turismo, ma a ripianare i bilanci del Comune. E' l'opposto di quello che serve. Di fronte alla recessione bisogna rendere più competitivo il nostro turismo migliorando la qualità delle offerte e contenendo le tariffe. Anche il Comune deve fare la sua parte, non con ulteriori tasse, ma con tagli alle spese inutili e agli sprechi.
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