IL DIBATTITO SULLA TASSA DI SOGGIORNO
◗
Turisti durante una visita al parco archeologico di Populonia 5 MINUTI DI LETTURA
Il settore turistico sarà danneggiato Nonostante io sia un consigliere Pd e quindi della maggioranza, per quanto riguarda la tassa di soggiorno mi sono astenuta. Sono molti i motivi che mi hanno portato a fare questa scelta, in primis credo che Campiglia non sia un comune a vocazione turistica; ovvero, le potenzialità ci sono, basti pensare alle terme, al bellissimo paesaggio collinare, alla cucina, ai nostri vini e la vicinanza al mare, ma non c'è mai stata la volontà politica di creare turismo. La tassa di soggiorno non sarà applicata in tutti i Comuni della Toscana, già in provincia di Grosseto la maggior parte dei Comuni non ha deliberato in favore di questa imposta, questo creerà un gap tra i nostri Comuni e i Comuni vicini, con la conseguente scelta da parte dei turisti di soggiornare nei Comuni limitrofi per comunque godere delle nostre offerte. Introdurre una tassa nel settore del turismo, che risente tantissimo della gravissima crisi in atto, è un azione sciocca, ne risentiranno non solo gli imprenditori del settore, ma anche i commercianti. La cifra che i turisti dovranno pagare non è chiara e varia da 0,50 a 5 euro, a Parigi è di un euro, ma vogliamo scherzare? Siamo uno dei pochi Paesi europei ad aver introdotto la tassa di soggiorno, ricordo introdotta da Silvio Berlusconi. Il settore turistico in Italia ha l'Iva tra le piu alte del mondo, gli albergatori pagano tasse come tutti gli imprenditori e creano posti di lavoro. Senza il turismo in Val di Cornia non ci sarebbe lavoro, sono le uniche offerte presenti sul territorio. Ad ogni modo non mi risulta che gli imprenditori siano stati contattati dall'assessore al turismo, non c'è stato nessun tavolo di concertazione tra le imprese e l'amministrazione, come sempre l'amministrazione sceglie arbitrariamente i suoi interlocutori. Benedetta Bernardini (consigliere comunale del Pd a Campiglia) Servirà a coprire i bilanci comunali Aver correlato la tassa di soggiorno al mantenimento dei parchi, contrappone le imprese turistiche alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Una scelta pazzesca, occultata da letture distorte del costo di mantenimento della società Parchi, fatte circolare per giustificare una tassa che coprirà le spese generali dei bilanci comunali. Al Comune di Piombino la Parchi costerebbe un milione e mezzo di euro. Una cifra assurda della quale i Comuni della Val di Cornia dovrebbero dar conto. La Parchi era un esempio di alto livello di autofinanziamento, a differenza della quasi totalità di parchi e musei. Nel 2007 il presidente della Parchi annunciò il pareggio tra entrate e uscite. Nelle entrate ci sono gli ingressi di musei e parchi archeologici e, soprattutto, i parcheggi dei parchi costieri. Non è possibile che in 4 anni si sia passati dal pareggio a una perdita simile. Sembra che il nodo del contendere siano i parcheggi della Sterpaia, il cui incasso, anziché andare al sistema parchi, andrebbe al Comune di Piombino o alla sua Società Patrimoniale. E' chiaro che se alla Parchi si tolgono entrate, lasciandole gli oneri di gestione e manutenzione di parchi e musei, il bilancio sarà negativo. Proprio quando simili settori economici potrebbero costituire una risorsa per attenuare la crisi del manifatturiero e del mercato turistico, si sceglie di fiaccare la Parchi. Questa è la vera spiegazione della tassa che il Comune di Piombino ha imposto. Non solo. A San Vincenzo il sindaco è pronto a far pagare i parcheggi sulla Principessa, ipotizzando l'affidamento alla Parchi della promozione turistica e dell'intrattenimento, che invece spetterebbero alla Pro loco, forse per far entrare qualcosa in più nelle casse della società. E' una decisione scellerata che rompe il patto con cui i Comuni si erano impegnati a sostenere il progetto dei parchi con un bilancio unitario del sistema. A farne le spese saranno parchi, operatori turistici e tutta la Val di Cornia. Non è chiaro come possano essere condiscendenti di fronte a tutto ciò i sindaci di San Vincenzo, Suvereto e Campiglia. Certo non fanno l'interesse dei loro concittadini. Nicola Bertini (Forum San VIncenzo) Un'altra decisione unilaterale La tassa di soggiorno di cui si parla tanto in queste settimane è solo l'ultimo sintomo di un governo del territorio frammentato, in cui chi ha più peso può permettersi di prendere decisioni unilaterali, costringendo gli altri Comuni a cercare in qualche modo di adeguarsi. Il 22 dicembre in consiglio comunale a Suvereto, la giunta ha ritirato la delibera sulla tassa di soggiorno che essa stessa aveva presentato. La motivazione del ritiro è stata che sono necessari maggiori approfondimenti. In effetti la delibera con il regolamento della tassa di soggiorno era messa insieme con il metodo del copia-incolla, copiando da Piombino e Campiglia. Non era stata sottoposta neanche alla commissione consiliare. Tanti sono i nodi da sciogliere, anche perché ormai è palese che la storia della nuova tassa si lega alla situazione della Società Parchi e alla decisione (unilaterale appunto) del Comune di Piombino di sottrarre alla Parchi la gestione dei parcheggi al mare, un ulteriore campanello d'allarme sul destino della stessa società e del progetto dei parchi. La mancanza di una politica di area in Val di Cornia si fa sempre più sentire, nonostante i Comuni siano governati da forze politiche omogenee. Questa frammentazione viene certo anche dalla politica centrale, costringendo i Comuni a doversi adattare giorno per giorno, ma è anche il risultato di un venir meno delle politiche sovracomunali. Manca una unità di intenti che faccia procedere verso una sovracomunalità organizzata. L'Unione dei Comuni tanto sbandierata sembra diventata un miraggio. Dal 2012 vedremo la situazione peggiorare, soprattutto le piccole realtà sono sempre più strette intorno all'esigenza di mantenere i servizi essenziali, anche perché i cittadini colpiti dalle recenti misure del governo, avranno bisogno di Comuni più solidi e vicini. Anche la vicenda della tassa di soggiorno evidenzia le contraddizioni sulla sovracomunalità. Credo che le persone sapranno riconoscere chi vuole cambiare direzione da chi in invece continua a portare avanti questo sistema, cercando solo di tappare le sue falle. Jessica Pasquini (consigliere Gruppo misto a Suvereto)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
