Italia
Il sindaco pronto a difendere il reparto, a rischio perché sotto la soglia dei 500 parti annui
«Il punto nascita non chiuderà»
Valeria Parrini
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Il sindaco di Piombino Gianni AnselmiAnselmi punta all'accorpamento organizzativo con l'Elba
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PIOMBINO. Il sindaco conferma le anticipazioni del Tirreno sul punto nascita a rischio soppressione. Afferma d'aver mandato un messaggio poco natalizio all'assessore regionale Daniela Scaramuccia e alla direttrice dell'Asl Monica Calamai. E spiega quali sono le azioni che il Comune metterà in campo per scongiurare i contenuti del Piano sanitario regionale, appena adottato dalla giunta toscana. «Sono giuste le considerazioni scientifiche che stanno alla base, con il taglio dei reparti maternità al di sotto dei 500 parti annui. Ma non si può ricondurre tutto ad un conto matematico», sottolinea Gianni Anselmi. Nelle sue considerazioni, molto ruota intorno alla posizione geografica, alle carenze infrastrutturali e alla popolazione della città e del comprensorio. La comparazione è con Borgo San Lorenzo, altro punto nascita a rischio insieme a Bientina e Barga. Facciamo il doppio dei suoi abitanti e siamo decisamente meno collegati al resto del mondo. E' questo uno degli elementi che Anselmi vuol far pesare prima dell'approvazione del piano, in marzo. Contemporaneamente, c'è la necessità di mettersi a posto anche con i numeri. Superare i 500 parti annui e tagliare la testa al toro. Almeno fino a quando non prenderanno corpo le linee guida della conferenza Stato-Regioni che portano la salvezza a quota mille. Ottocento, in via transitoria. Nel frattempo, il sindaco punta su due azioni. In prima battuta l'accorpamento con Portoferraio, del quale la Regione garantisce la sopravvivenza, per evidenti ragioni geografiche. Accorpamento organizzativo, sulla carta. Un unico primario, come ora, e rotazione dei medici dei due presìdi per far circolare e accrescere professionalità ed esperienza. Le quattrocento nascite medie a Villamarina e il centinaio oltre canale, permetterebbero di raggiungere l'obiettivo. Il secondo passaggio individuato dal sindaco è un approccio con l'Asl grossetana che consenta di attrarre a Villamarina le donne della parte nord della provincia. Anche per la sanità, dunque, Anselmi sposta lo sguardo in quella direzione. L'agenda include il potenziamento del punto nascita in termini di personale e attrezzature «anche se - dice - il reparto garantisce già adesso buone prestazioni». Segue una domanda a voce alta: «Dobbiamo chiederci perchè molte donne di Venturina, San Vincenzo, e pure qualche piombinese, continuano a preferire Cecina. Non può essere solo una questione di strade». Un modello organizzativo diverso e gli investimenti permetteranno di innescare quel circolo virtuoso con cui ispirare sicurezza e accrescere l'attività di Villamarina. Anselmi ne è sicuro. Come lo è della massima mobilitazione che il Comune metterà in campo per difendere il reparto.
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