Il Tirreno

Sette filtri contro l'arsenico

La simulazione al computer di come verrà realizzato l’impianto
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La simulazione al computer di come verrà realizzato l’impianto

Prende forma l'impianto per liberare l'acqua dalla sostanza

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 PIOMBINO. Giovedì arriveranno a Franciana i primi due filtri per la messa in funzione di quello che è detsinato a diventare il più grande impianto d'Europa per l'eliminazione dell'arsenico dall'acqua potabile della Val di Cornia e dell'Isola Elba.  Entro la fine dell'anno, con 11 trasporti speciali su Tir lunghi 26 metri, arriveranno i 7 filtri e le apparecchiature costruite a Vicenza e Trieste da Zilio.  I 7 filtri, del diametro di 4 metri e di 6 metri di altezza, conterranno granulati a base di idrossidi di ferro e saranno in grado di trattare 260 litri/secondo (8.200.000 metricubi/annui) di acqua, con massimo 3 microgrammi/litro di arsenico in uscita, contro i 10 previsti dalla normativa europea.  «Il materiale filtrante è rigenerabile tramite idonei prodotti, e questo - spiega l'ingegner Michele Caturegli, direttore Asa - consentirà di non dover usare acqua per i controlavaggi, evitando di perderla ed avere un prodotto di scarico».  Un complesso sistema idraulico ed elettronico comanderà la distribuzione uniforme nei filtri, il filtraggio e la raccolta dell'acqua, e l'intero sistema sarà inserito nel telecontrollo di Asa, divenendo uno dei più importanti tra i 450 impianti telecontrollati dall'azienda.  Il granulato contenuto nei filtri, per un volume complessivo di 123 metri cubi, dovrà essere sostituito ogni 7 anni, comportando la principale fonte di costo gestionale dell'impianto, che si stima in 200.000 euro/anno, pari a 2,5 centesimi di euro al metro cubo.  Entro la fine di gennaio è previsto l'avvio dell'impianto.  «In questo modo - prosegue Caturegli - rispondiamo nei fatti alle varie polemiche sollevate da chi attacca sulla stampa con argomentazioni molto spesso pretestuose, fasulle, errate, e a volte in malafede, che servono solo a procurare ingiustificato allarme e disorientamento nella popolazione. Nonostante i continui monitoraggi di Asl, Arpat e dei tanti altri enti di controllo, è dovuta intervenire la stessa magistratura per portare chiarezza su un argomento così delicato. Questo fatto ci torna utile perché alla fine, ancor più efficaci della corretta comunicazione che può dare direttamente Asa, saranno proprio i risultati delle indagini a dimostrare l'onestà, la professionalità insita nel modo di lavorare dell'Azienda e del suo personale, cardini di un così importante servizio. Oltretutto, poi - chiude il direttore - le indagini in corso attenuano gli impetuosi venti di burocrazia che spirano ogni volta che si metta mano a realizzare una qualsiasi opera».

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