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Monta la polemica dopo le accuse del presidente uscente del Parco rivolte ai cementificatori
«Ciao Tozzi, non ci mancherai»
Luca Centini
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Mario Tozzi e il direttore del Parco Franca Zanichelli I sindaci replicano al geologo e spingono per un successore elbano
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PORTOFERRAIO. Quasi non ci si credeva. L'ultimo consiglio del Parco del regno di Tozzi era scivolato via, quasi senza polemiche tra ringraziamenti e segni di distensione. Ma sono bastati pochi giorni per riaccendere una miccia che, di fatto, non si è mai spenta. La lotta tra Tozzi e gli elbani si è arricchita di un nuovo capitolo. In un'intervista rilasciata al Tirreno il geologo si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, accusando di nuovo i cementificatori elbani. Poi ha ringraziato alcuni sindaci dell'isola, dimenticanosene altri. E, come sempre, le polemiche non si sono fatte attendere. Le stesse polemiche che, presumibilmente, si protrarranno fino a quando il ministero non scioglierà le riserve e indicherà il nome del successore di Tozzi. L'ormai ex-presidente un nome lo ha fatto, in modo provocatorio. Ovvero quello di Umberto Mazzantini di Legambiente, una candidatura che - è ovvio - non metterebbe d'accordo i sindaci di centrodestra. Uno su tutti il primo cittadino di Marciana Marina. «Non rientro tra i sindaci che Tozzi ha voluto ringraziare? Poco male, gli faccio gli auguri ora che tornerà a fare quello che sa fare meglio, ovvero il geologo - spiega Andrea Ciumei, - mi auguro che, nel nominare il nuovo presidente, il ministero tenga conto del merito. In Italia c'è il fior fiore di laureati, il Parco ha bisogno di alte professionalità dell'ambiente e non dell'ambientalismo». Ma il vero nodo che, ormai da giorni, sta accendendo gli animi all'Elba, è quello della successione. Non è un mistero che gli oppositori di Tozzi stiano spingendo per una nuova presidenza votata all'elbanità. La stessa transizione di Banfi sarebbe stata funzionale per questo progetto. Il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti, il cui nome viene accostato con una certa ricorrenza quando si parla della presidenza del Parco, non nasconde di tifare per una soluzione tutta elbana. «E' presto per fare i nomi - racconta Barbetti - ma non avrei difficoltà ad esprimere le mie preferenze. Chiediamo che, quando il ministero e la Regione si incontreranno per decidere il futuro del Parco, tengano conto anche del parere della comunità del Parco e coinvolgano l'Elba nella valutazione della rosa dei nomi. Capisco che è irrituale, ma sarebbe un segnale importante». E sul fatto di non esser inserito da Tozzi nella lista degli amministratori che hanno a cuore l'ambiente, Barbetti non si scompone. «Non mi dispiace di non far parte di quell'elenco, non è Tozzi a dovermi attribuire la patente di ambientalista».
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