Il presidio
Pensionato delle acciaierie, era rimasto al servizio della sua Cgil
Il mondo sindacale in lutto per la morte di Bob D'Alesio
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PIOMBINO. Un minuto di silenzio dei lavoratori in piazza Gramsci per ricordare uno di loro. Un compagno di lotte, un sindacalista tra i protagonisti della resistenza dei 39 giorni, nel dicembre del 1992, all'abbandono della fabbrica da parte delle partecipazioni statali. Una battaglia che si concluse con l'ingresso di Lucchini e l'espulsione di centinaia di lavoratori. Roberto D'Alesio, 71 anni, ha deciso di togliersi la vita ieri mattina, gettandosi dalla finestra del suo appartamento all'ottavo piano di una torre dei Ghiaccioni. È questa la notizia che ha gelato i molti sindacalisti presenti al corteo in difesa della Lucchini. La fabbrica dove D'Alesio, entrato giovanissimo, aveva trascorso gran parte del suo impegno di sindacalista. Era già nel consiglio di fabbrica alla fine degli anni Settanta, responsabile per l'ambiente e la sicurezza. Il pensionamento arrivò precoce, subito le lotte del '92. Ma D'Alesio non rinunciò al suo sindacato, la Cgil, dove è rimasto a lavorare come volontario fino al giorno prima della sua drammatica decisione. Sul suo viso cordiale, aperto e sorridente, da eterno giovanotto, si era aperta la tristezza dopo la morte della moglie, avvenuta tre anni fa. L'impegno in Cgil non è stato sufficiente a colmare il vuoto. Al sindacato faceva di tutto: rispondeva al telefono, si occupava delle manutenzioni, di preparare striscioni, di disbrigare la posta. Questa volta ha deciso di lasciare i suoi compagni: sarà difficile per loro dimenticarlo. (g.p.)
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