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La "lunga marcia" dei metalmeccanici per salvare la Lucchini
Due grandi cortei dei dipendenti delle acciaierie hanno semiparalizzato la città: code chilometriche, ma poche proteste e nessun incidente. Il comizio finale tenuto in piazza Gramsci
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«Siamo per un'unica soluzione, non ce ne sono altre: mantenere il ciclo integrale per salvare la fabbrica, l'occupazione e l'economia dell'intero comprensorio». Ha concluso così il segretario della Fiom Luciano Gabrielli la manifestazione che si è svolta ieri mattina in occasione del nuovo sciopero di quattro ore alla Lucchini.
Sono tornati i tamburi a ritmare la "lunga marcia della sopravvivenza" che dalle 9 alle 11 ha semiparalizzato il traffico in entrata ed uscita dalla città. Due cortei, uno partito dalla portineria di Ischia di Crociano e l'altro dalla portineria centrale, si sono incrociati al Gagno. Si sono formate code chilometriche di auto e camion, ma poche proteste e nessun incidente sul viale Unità d'Italia. Piazza Gramsci si è poi riempita di tute blu, di bandiere ed elmetti multicolori. Non ha usato mezzi termini il segretario della Fiom nel descrivere la gravità a cui è giunta la vertenza Lucchini. Il piano finanziario, con i soldi che arriveranno dalla vendita delle fabbriche francesi del Gruppo Lucchini, daranno un po' di respiro, soprattutto alle imprese che vantano dall'azienda 130 milioni di crediti. Ma è un respiro corto secondo i sindacati, sei mesi al massimo.
La Lucchini ha urgentemente bisogno di trovare un acquirente. Non uno qualsiasi, secondo i sindacati, ma un partner industriale in grado di mantenere l'integrità dello stabilimento, a partire dal suo cuore: l'altoforno. Uno striscione, dipinto in fretta, descriveva bene, con l'ironia operaia, la richiesta del momento: «Passera facci entra'... al ministero». L'incontro con il nuovo ministro dello Sviluppo economico è ritenuto essenziale per affrontare il futuro del centro siderurgico, il secondo in Italia, l'unico per il settore due prodotti lunghi. La manifestazione si è conclusa con un pasto della solidarietà in piazza. Un piatto unico, adatto alle ristrettezze del momento: pasta al pomodoro per tutti offerta dal Pd.
VIDEO: IN MARCIA CON I LAVORATORI
Sono tornati i tamburi a ritmare la "lunga marcia della sopravvivenza" che dalle 9 alle 11 ha semiparalizzato il traffico in entrata ed uscita dalla città. Due cortei, uno partito dalla portineria di Ischia di Crociano e l'altro dalla portineria centrale, si sono incrociati al Gagno. Si sono formate code chilometriche di auto e camion, ma poche proteste e nessun incidente sul viale Unità d'Italia. Piazza Gramsci si è poi riempita di tute blu, di bandiere ed elmetti multicolori. Non ha usato mezzi termini il segretario della Fiom nel descrivere la gravità a cui è giunta la vertenza Lucchini. Il piano finanziario, con i soldi che arriveranno dalla vendita delle fabbriche francesi del Gruppo Lucchini, daranno un po' di respiro, soprattutto alle imprese che vantano dall'azienda 130 milioni di crediti. Ma è un respiro corto secondo i sindacati, sei mesi al massimo.
La Lucchini ha urgentemente bisogno di trovare un acquirente. Non uno qualsiasi, secondo i sindacati, ma un partner industriale in grado di mantenere l'integrità dello stabilimento, a partire dal suo cuore: l'altoforno. Uno striscione, dipinto in fretta, descriveva bene, con l'ironia operaia, la richiesta del momento: «Passera facci entra'... al ministero». L'incontro con il nuovo ministro dello Sviluppo economico è ritenuto essenziale per affrontare il futuro del centro siderurgico, il secondo in Italia, l'unico per il settore due prodotti lunghi. La manifestazione si è conclusa con un pasto della solidarietà in piazza. Un piatto unico, adatto alle ristrettezze del momento: pasta al pomodoro per tutti offerta dal Pd.
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