Il Tirreno

MOSCI (IDV)

L'applicazione dell'imposta va migliorata

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 PIOMBINO. «La tassa di soggiorno è chiaramente una tassa repressiva per i cittadini», lo afferma senza mezzi termini Marco Mosci consigliere comunale di maggioranza nella componente dell'Idv, che poi spiega: «La giunta ha presentato la sua bozza di costituzione della tassa e da un lato ci può piacere che si preveda di utilizzarla a fini turistici, dall'altro però vorremmo che fosse più specificato». E Mosci fa un esempio: «Come ci comporteremmo cioè se la tassa fosse usata per fare le fognature a Baratti, chiaramente con obiettivi turistici, ma già a bilancio nelle opere triennali? In pratica sarebbe molto semplice spostare le cifre su altri capitoli di bilancio».  Secondo il consigliere dell'Idv, nella tassa c'è però «una cosa sbagliata e da rivedere: il suo impatto iniquo nel mercato del lavoro». E il riferimento è agli operai che vengono in città per lavorare e pernottano in hotel.  Mosci poi cerca di rassicurare il titolare dell'hotel Est, che ieri sul nostro giornale aveva sollevato molti dubbi sulla tassa. «Nella proposta di delibera - dice Mosci - sono esclusi dal pagamento i familiari di ricoverati all'ospedale cittadino e i ragazzi sotto i 6 anni. Io ritengo che si debba alzarlo almeno a 14 per ovviare ai problemi legati al turismo scolastico, che comunque escluderei a prescindere dall'età».

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