Il presidio
L'Asa: «Legittimo remunerare il capitale privato investito»
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SUVERETO. «I contratti sottoscritti prima del referendum sull'acqua del 12 e 13 giugno sono e restano ancora validi». Così l'Asa replica alla polemica inescata dal gruppo consiliare "Uniti per Suvereto" nei giorni scorsi. «È d'obbligo rimarcare che il referendum ha abrogato la norma relativa alla remunerazione del capitale investito - sostengono all'Asa - che dovrà essere sostituita da una nuova norma, la cui efficacia si avrà con i nuovi affidamenti, non potendo essere retroattiva». Non è corretto, secondo l'azienda, affermare dunque che, localmente, si stia negando la volontà di 27 milioni di italiani, «poiché quello che viene eventualmente percepito dai non addetti ai lavori come "vuoto normativo" non scaturisce affatto dall'arbitrio dei soggetti locali (Ato5 o Asa, per intendersi)». «Pur riconoscendo la lodevolezza dell'iniziativa di "Uniti per Suvereto" - contina l'Asa - non si può credere che l'intraprendenza locale possa davvero portare alla, citiamo testualmente, "cancellazione del 7% dalle bollette": se infatti questa cancellazione dovesse avvenire, sarebbe solo per effetto dell'emanazione della precitata nuova norma». L'azienda conclude quindi ricordando che l'abrogazione dell'articolo 154 del decreto legge 152/2006 (limitatamente a quella parte che dispone che la tariffa per il servizio idrico sia determinata tenendo conto dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito) non ha aperto una fase di vuoto normativo. «Legittimamente - sostiene l'Asa - si può infatti proseguire ad applicare l'attuale metodo normalizzato per la determinazione della tariffa semplicemente perché ciò è previsto e consentito dall'articolo 170, in seno alle more della completa attuazione delle disposizioni del decreto. E il metodo normalizzato, non abrogato (almeno fino ad ora), in tariffa prevede ancora la remunerazione del 7% del capitale investito».
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