I tagli progressivi allimposta costarono allente locale tre milioni e mezzo tra il 2007 e il 2008
Con la nuova Ici fiato ai Comuni
Melisanda Massei Autunnali
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Panoramica di Piombino Ma servirà un aumento delle aliquote fino al 2 per mille sulla prima casa
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PIOMBINO. Nella bozza del decreto legge presentata dal governo Monti alle Camere due giorni fa occupa l'articolo 13 del Capo II. Con questo titolo: «Anticipazione sperimentale dell'imposta municipale propria». In una parola il ritorno dell'Ici sulla prima casa, con la sola differenza che adesso gli interessati dovranno imparare a chiamarla Imu, ovvero Imposta municipale unica. 4 per mille. Una volta approvato, il provvedimento entrerà in vigore dal 1º gennaio 2012, gravando sul primo immobile di proprietà (quello nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente) e sulle sue pertinenze per una aliquota base del 4 per mille e sul secondo immobile per il 7,6 per mille. I Comuni - che potranno incassare denaro soltanto aumentando le aliquote - avranno la possibilità di variare il tasso fino a un massimo del 2 per mille (in più o in meno) sulla prima casa e fino al 3 per mille (in più o in meno) sulla seconda casa. Come faccio il calcolo? Fare il calcolo dell'Imu da pagare non è difficile: occorre trovare innanzitutto la rendita catastale dell'immobile (sull'atto di compravendita o sul sito dell'Agenzia delle entrate), moltiplicarlo per il coefficiente di 160 fissato dal governo Monti e calcolarvi le aliquote di riferimento. Dall'imposta sarà poi possibile, a chi possiede una sola casa, detrarre una franchigia fino a 200 euro. Attenzione però. Il maxi-provvedimento Monti prevede anche la rivalutazione delle rendite catastali, il cui valore dovrà essere aumentato del 5 per cento (in modo da ottenere una base imponibile più alta). In città. Allo stato attuale delle cose (Ici su abitazioni non principali, fabbricati produttivi, cioé alberghi, capannoni industriali, fondi commerciali e artigianali, annessi agricoli, terreni agricoli e aree fabbricabili), il numero delle seconde case sottoposte a tassazione equivale al 40% di tutti gli altri fabbricati elencati. La cifra stimata di introito per questi immobili è di circa un milione mezzo di euro: una stima, spiegano dal Comune, e non un dato certo, poiché è difficile distinguere tra le diverse aliquote applicate per le seconde case a seconda delle condizioni di contratto con l'eventuale affittuario. Quel che è certo è che dopo il taglio progressivo dell'Ici sulla prima casa tra il 2007 e il 2008, i mancati incassi dall'imposta sulla prima casa sono stati di 3 milioni e mezzo di euro. In città si contano 20.144 unità immobiliari residenziali, di cui 12.536 abitazioni civili, 4.725 economiche, 2.688 popolari, 113 ultrapopolari, 100 villini e 2 ville. «Non sarà una nuova Ici». «Tutto è ancora da chiarire - commenta l'assessore al bilancio Massimo Giuliani - Di conseguenza ancora non siamo in grado di capire quali comportamenti adotteremo come Comune. Basti pensare che l'Anci ha fissato un convegno sul tema al 18 gennaio. Ci vorranno perciò ancora diversi giorni prima di un orientamento sicuro». Una cosa, però, sottolinea ancora Giuliani, non è possibile negarla: «Non sarà la stessa Ici che avevamo prima: rispetto alla base di applicazione ci sono infatti delle detrazioni e altre caratteristiche tecniche che rendono la tassazione diversa rispetto a quella del passato. La reintroduzione del provvedimento, in ogni caso, non mi stupisce: l'Italia era l'unico paese europeo rimasto privo di un'imposta sulla prima casa. Il vantaggio sta nel fatto che essa sarà commisurata rispetto alle caratteristiche dell'immobile». No a una manovra retroattiva. L'Ici sulle seconde e terze case era stata tra le protagoniste già della manovra economica dello scorso agosto. Ai tempi di quel "ritocco" tuttavia i Comuni erano stati coinvolti solamente in maniera opzionale. «Noi ne eravamo rimasti fuori - spiega Massimo Giuliani - Quella di adesso, di conseguenza, non sarà per noi una manovra retroattiva».
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