Il Tirreno

Ieri sciopero e assemblea: il sindacato chiede al governo un tavolo sul polo siderurgico

Lucchini, trovato l'accordo

Operai Lucchini davanti alla portineria dello stabilimento durante lo sciopero di ieri e l’intervento del sindaco Anselmi
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Operai Lucchini davanti alla portineria dello stabilimento durante lo sciopero di ieri e l’intervento del sindaco Anselmi

Pronti alla firma del piano con le banche creditrici

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 PIOMBINO. Lucchini e banche hanno finalmente raggiunto l'accordo sul piano di risanamento finanziario. A dare la notizia è il sindaco Gianni Anselmi davanti alla portineria della fabbrica, intervenendo nel corso dell'assemblea convocata dai sindacati. Giovedì il cda della Lucchini ha infatti sciolto le ultime riserve, accettando le richieste dagli istituti di credito sulle modalità del rientro dal debito: un piano blindato, anziché uno più flessibile come inizialmente chiedeva l'azienda. È già praticamente pronto per l'asseveramento e il deposito al Tribunale di Milano, che però sarà chiuso per il ponte dell'Immacolata e di Sant'Ambrogio. Verosimilmente, dunque, questo spinoso capitolo della vicenda si concluderà lunedì 12.  È stato il sindaco stesso a ricordare davanti a centinaia di lavoratori, che questo permetterà di liberare subito una parte dei soldi incassati dalla vendita di Ascometal. Nella casse della Lucchini dovrebbero arrivare prima di Natale 190 milioni, con i quali potrà essere ripreso il pagamento delle imprese d'appalto. «Una boccata d'ossigeno per i lavoratori e per lo stesso andamento dei consumi durante le feste», ha sostenuto il sindaco.  Se l'accordo con le banche è in questo momento il passo indispensabile, i sindacati continuano a premere perché le vicende del polo siderurgico piombinese (Magona e Dalmine comprese) vengano affrontate ad un tavolo con il governo, alla presenza dei tre ministeri coinvolti: Sviluppo economico, Ambiente, Infrastrutture.  Su questo c'è un patto di ferro anche tra il sindaco Anselmi e il presidente della Rogione Rossi. «Una volta asseverato il piano, è necessario accelerare il lavoro per la ricerca di un nuovo partner industriale per la Lucchini. Per questo dobbiamo rendere appetibile l'investimento affrontando con ministeri interessati i temi legati alle politiche industriale, alle bonifiche e alle infrastrutture».  Nel corso dell'assemblea sono intervenuti i tre segretari di Fiom, Fim e Uilm, rispettivamente Gabrielli, Fagioli e Renda. Il sindacato continua ad essere contrario alla fermata dell'altoforno programmata dall'azienda dal 23 al 18 gennaio, vuol difendere i 170 contratti a termine che rischiano di essere espulsi dalla fabbrica.  Non meno preoccupante la situazione della Magona. Mirko Lami ha annunciato che per la prima volta la Federazione metalmeccanici europei è riuscita ha proclamare uno sciopero contemporaneo di tutti gli stabilimenti dell'Arcelor Mittal per mercoledì 7o, con una manifestazione a Londra, sotto la sede del Gruppo, dove saranno depositati a titolo simbolico centinaia di elmetti rossi. In Magona lo sciopero sarà di un'ora. G.P.

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