Italia
Sindacati e Lucchini rompono su altoforno e precari. Da oggi il via agli scioperi
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È finito con una rottura l'incontro tra l'ad Lucchini Marcello Calcagni e i segretari di Fim, Fiom e Uilm sulla fermata dell'altoforno e il rinnovo dei contratti a tempo determinato
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È finito con una rottura l'incontro tra l'ad Lucchini Marcello Calcagni e i segretari di Fim, Fiom e Uilm sulla fermata dell'altoforno e il rinnovo dei contratti dei lavoratori a tempo determinato. Subito dopo il consiglio di fabbrica ha così approvato un pacchetto di otto ore di sciopero, a partire da due ore alla fine del secondo e terzo turno di oggi.
Altre due ore sono previste dalle 8 alle 10 di domani con assemblea davanti alla portineria. Secondo quanto hanno riferito i sindacalisti, l'azienda non avrebbe dato alcuna risposta alla proposta avanzata dal sindaco Anselmi durante l'incontro della settimana scorsa in Regione.
Evitare cioè di mettere circa 70mila tonnellate di billette a terra (per un valore di circa 50 milioni) e verificare invece la possibilità di prolungare di qualche giorno la fermata dell'Afo utilizzando quelle risorse, visto che non c'è certezza di collocare il materiale sul mercato, per alleggerire i crediti delle imprese e rinnovare i contratti. L'azienda ha invece confermato la fermata dal 23 dicembre al 18 gennaio e l'impossibilità di rinnovare i contratti (circa 170).
Altre due ore sono previste dalle 8 alle 10 di domani con assemblea davanti alla portineria. Secondo quanto hanno riferito i sindacalisti, l'azienda non avrebbe dato alcuna risposta alla proposta avanzata dal sindaco Anselmi durante l'incontro della settimana scorsa in Regione.
Evitare cioè di mettere circa 70mila tonnellate di billette a terra (per un valore di circa 50 milioni) e verificare invece la possibilità di prolungare di qualche giorno la fermata dell'Afo utilizzando quelle risorse, visto che non c'è certezza di collocare il materiale sul mercato, per alleggerire i crediti delle imprese e rinnovare i contratti. L'azienda ha invece confermato la fermata dal 23 dicembre al 18 gennaio e l'impossibilità di rinnovare i contratti (circa 170).
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