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Le precisazioni dei legali di Laklai
«L'imputato non ha ammesso la propria responsabilità»
Avvocato Giovanni Marconi Avvocato Samanta Poli
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Sull'articolo del 23 novembre che riportava la notizia della condanna a 4 anni in primo grado con rito abbreviato di Kamal Laklai, accusato di violenza sessuale, pubblichiamo una puntalizzazione dei suoi legali. Mentre è corretta la ricostruzione cronologica, alcune affermazioni inducono il lettore a ritenere che il nostro rappresentato abbia ammesso la propria responsabilità. Non è vero che già dagli esami clinici si ebbe conferma di un abuso sessuale giacché - casomai - dalla certificazione sanitaria risultava che, nonostante la parte offesa riferisse di essere stata abusata, sull'intera sua persona non furono riscontrate tracce di lesioni e violenza. L'incidente probatorio fu espletato unicamente per assumere la testimonianza della parte offesa, minorenne: la scelta del rito abbreviato non equivale ad ammissione di colpevolezza, è invece la facoltà che l'imputato ha di vedersi giudicare in base a tutti gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari. Chiedendo il rito abbreviato l'imputato ritiene esaustiva alla propria difesa ogni indagine espletata, con conseguente inutilità di far confermare a tutti i testi già sentiti nelle indagini le loro dichiarazioni.
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