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Operatori contro la tassa di soggiorno
Paolo Federighi
«Si taglino i costi della politica o paghi chi affitta appartamenti privati»
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SAN VINCENZO. Eclatante protesta degli operatori turistici contro la tassa di soggiorno, che anche San Vincenzo, così come i comuni vicini, sembra voler applicare. La nota è stata redatta dai titolari di ben 30 tra hotel, residence e agriturismo. La protesta è stata firmata dagli hotel Villa Marcella, Villa Tramonto, Villa Denia, Lo Scoglietto, Hotel Del Sole, Stella Marina, Il Delfino, Ciritorno, Santa Costanza, Kon Tiki, L'Etrusco, Il Pino, La Coccinella, L'Aurora, Il Mulinaccio, La Lanterna; dai residence Villa Hedy, Solalto, Villa Lidia, Villa Piani, Podere San Giuseppe, Rosa dei Venti, Gazania, La Casaccia, Il Sombrero, Etruria, Il Cardellino, Villa Liberty; dagli agriturismo Costa Etrusca e Podere San Michele. «Proviamo rabbia e sconcerto - spiegano i 30 operatori - per la dichiarata volontà, da parte delle amministrazioni della Val di Cornia, di applicare la tassa di soggiorno ai clienti di hotel, residence, Rta... Nel delicato momento economico attuale, stiamo facendo di tutto per mantenere competitivi i prezzi, a fronte di costi sempre maggiori. Le strutture turistico-ricettive, ogni anno, devono sostenere costi sempre più alti e vendere camere o appartamenti a prezzi sempre più bassi. Applicare ora una tassa di soggiorno ai clienti è una decisione scellerata. Se un cliente - proseguono - vuole andare in vacanza, preferisce farlo in una meta turistica con prezzi più bassi e senza tassa di soggiorno. Ci chiediamo: se le amministrazioni hanno problemi di bilancio per aver speso male i soldi, per le troppe consulenze, per la creazione di enti municipalizzati che spesso non funzionano, o perché hanno personale in sovrannumero, è giusto tassare i clienti delle strutture ricettive per far quadrare i bilanci? E' così che si aiutano le aziende?». Secondo gli operatori, le amministrazioni potrebbero tagliare i costi della politica o tassare settori dell'economia locale che finora, a loro parere, sono stati "privilegiati". Ad esempio? «In questi anni - sostengono - chi ha affittato appartamenti privati ha pagato poco o niente al fisco». Gli operatori sostengono che l'amministrazione abbia sbagliato anche i tempi della decisione: «È giusto - si chiedono - che si imponga la tassa a fine 2011, con decorrenza a partire da gennaio 2012, quando i nostri prezzi sono già stati pubblicati e inviati alla Provincia? È urgente un incontro con l'amministrazione e se non emergesse niente di concreto - concludono - faremmo valere le nostre ragioni con ogni mezzo lecito».
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