Italia
L'erosione minaccia la costa di Baratti
L’azione del mare è inarrestabile, basti pensare che in poco più di 70 anni la spiaggia è arretrata di almeno 10-15 metri
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PIOMBINO. Ogni anno il mare avanza. Divora poco alla volta un altro pezzo di spiaggia. La sabbia più sottile viene travolta dalla corrente e, correndo lungo due canaloni scavati sul fondale, abbandona il golfo per non tornare più indietro. Siamo sulla spiaggia di Baratti, ai piedi di Populonia. O meglio in quel che resta della spiaggia, alle prese con un’erosione che da anni non dà tregua mettendo a repentaglio gli scavi archeologici nella zona del Casone.
L’azione del mare è inarrestabile, basti pensare che in poco più di 70 anni la spiaggia è arretrata di almeno 10-15 metri. Il tempo stringe e anche il Comune di Piombino lo sa bene, tanto che ha appena avviato un intervento di “somma urgenza” per difendere in qualche modo le mura della chiesina minacciate.
La soluzione consiste nel posizionamento di una quarantina di sacchi di geotessuto, riempiti con diverse tonnellate di sabbia e posizionati a ridosso della chiesa e degli scavi. Un intervento tampone. E’ ormai da oltre sette anni, infatti, che Baratti sta aspettando invano l’intervento per la sistemazione morfologica della spiaggia, il cui progetto definitivo è stato approvato in conferenza dei servizi a febbraio.
Al momento la Provincia, l’ente incaricato per portare a termine l’intervento, sta lavorando al progetto esecutivo ma ancora non si sa quando dalle idee si passerà ai fatti. L’idea per sconfiggere l’erosione consiste nel chiudere i due canaloni, situati a nord e a sud del golfo e individuati come la causa principale per la fuga della sabbia, con delle barriere sottomarine.
Gli interventi a mare sono legati inoltre a un corposo ripascimento della spiaggia in due tranche: 10mila metri cubi prima, altri 130mila dopo. Se ne parla dal 2003 ma, ad oggi, il maxi-progetto è rimasto sulla carta, tanto che il Comune di Piombino ha concordato con la Regione la necessità di una soluzione tampone, attuata con una spesa di 237mila euro. Soldi che per l’80% saranno stornati proprio dal progetto di sistemazione più ampio.
L’azione del mare è inarrestabile, basti pensare che in poco più di 70 anni la spiaggia è arretrata di almeno 10-15 metri. Il tempo stringe e anche il Comune di Piombino lo sa bene, tanto che ha appena avviato un intervento di “somma urgenza” per difendere in qualche modo le mura della chiesina minacciate.
La soluzione consiste nel posizionamento di una quarantina di sacchi di geotessuto, riempiti con diverse tonnellate di sabbia e posizionati a ridosso della chiesa e degli scavi. Un intervento tampone. E’ ormai da oltre sette anni, infatti, che Baratti sta aspettando invano l’intervento per la sistemazione morfologica della spiaggia, il cui progetto definitivo è stato approvato in conferenza dei servizi a febbraio.
Al momento la Provincia, l’ente incaricato per portare a termine l’intervento, sta lavorando al progetto esecutivo ma ancora non si sa quando dalle idee si passerà ai fatti. L’idea per sconfiggere l’erosione consiste nel chiudere i due canaloni, situati a nord e a sud del golfo e individuati come la causa principale per la fuga della sabbia, con delle barriere sottomarine.
Gli interventi a mare sono legati inoltre a un corposo ripascimento della spiaggia in due tranche: 10mila metri cubi prima, altri 130mila dopo. Se ne parla dal 2003 ma, ad oggi, il maxi-progetto è rimasto sulla carta, tanto che il Comune di Piombino ha concordato con la Regione la necessità di una soluzione tampone, attuata con una spesa di 237mila euro. Soldi che per l’80% saranno stornati proprio dal progetto di sistemazione più ampio.
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