Italia
Marina di Campo. Anche dal Parco arriveranno aiuti per interventi nelle aree alluvionate
«Dobbiamo dire basta ai condoni»
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Uno dei fossi esondati nella zona di Vapelo a Marina di Campo Tozzi: non è colpa della pulizia dei fossi, abitiamo in zone pericolose
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MARINA DI CAMPO. C'è solo una causa per quanto accaduto il 7 novembre scorso a Campo: l'uomo. E solo l'uomo può rimediare, evitando che domani, tra un anno o tra dieci si ripeta la stessa devastazione. Anzitutto dicendo no a nuovi condoni e mettendo al bando costruzioni sui fossi come quelle invase dall'acqua dieci giorni fa. Ne è convinto il presidente del Parco, Mario Tozzi. A bordo di un mezzo del Corpo forestale dello Stato, Tozzi ha visitato ieri mattina le zone finite sott'acqua per colpa dell'alluvionate. La convinzione che la causa degli allagamenti non sia la scarsa manutenzione dei fossi, come sostenuto da alcuni in questi giorni, deriva anzitutto dalle sue conoscenze in materia. «E' sempre così - afferma - si cerca di dare la colpa a tutto tranne al fatto che si abita in un posto dove non si dovrebbe stare. La vegetazione viva, le canne sugli argini naturali da un punto di vista geologico non possono essere la causa: svolgono la loro funzione e trattengono l'acqua che scorre nei canali». Le responsabilità quindi sono altrove. Se da un lato è ormai chiaro a tutti che le piogge sono cambiante, ribadisce Tozzi «deve essere altrettanto chiaro che in una realtà come Campo, dove si è costruito anche sopra i fossi, il cui corso è stato deviato, incanalato in pareti di cemento o costretto sotto ponti dalla luce insufficiente, non basta rimediare con nuove opere di regimazione». «Non si può attribuire la colpa a di chi amministra oggi - afferma il presidente del Parco - ma le responsabilità sono dell'uomo e chi amministra oggi deve affrontare questo problema. E sulla base di quello che ho visto non credo che a Campo siano sufficienti opere di regimazione. La gente sta in posti pericolosi e l'unica possibilità, con i giusti incentivi, è che vada ad abitare altrove per restituire ai corsi d'acqua i loro spazi. Un'opera di rinaturalizzazione a cui deve aggiungersi l'intervento dei Comuni. In questi posti andrebbe bandito per sempre il condono edilizio ma anche il piano casa. Semplicemente non lo puoi fare». Il Parco, martedì, ha dato il via libera nel consiglio direttivo, a una richiesta di riconoscimento dello stato di calamità, associandosi al provvedimento già adottato dal Comune di Campo. «Ho cercato di dare voce all'Elba nelle numerose dirette televisive fatte in questi giorni sulle alluvioni - continua Tozzi - e ci stiamo attivando perché Campo possa beneficiare delle risorse degli sms solidali. L'intenzione è anche quella di mettere a disposizione alcuni soldi a sostegno delle zone alluvionate recuperando risorse dai capitoli di spesa dell'ente». Valentina Landucci ALTRO SERVIZIO A PAG. 10
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