Oltre 4mila sfilano in corteo
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Oltre quattromila al corteo organizzato dai sindacati Fim, Fiom e Uil Piazza Gramsci strapiena durante il comizio finale Anche i negozi hanno chiuso le saracinesche Centinaia di studenti hanno animato la sfilata con i loro coloriti slogan È stata una delle più forti manifestazioni degli ultimi anni
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PIOMBINO. Sono tanti a sfilare per le vie del centro. Tantissimi. Almeno 4mila persone, secondo le forze dell'ordine e i sindacati, che ieri mattina hanno riempito le strade aderendo allo sciopero della siderurgia, organizzato dai sindacati e sostenuto dalle istituzioni locali. Solidali anche le associazioni di categoria, le forze politiche, gli studenti, i pensionati, gruppi associativi vari, semplici cittadini. Alla fine è stata la dimostrazione che alla vigilia i segretari di Fim, Fiom e Uilm, Fagioli, Gabrielli e Renda, speravano di vedere: la protesta unanime di un'intera comunità contro l'attuale crisi industriale. Alle 9, sul cavalcavia Lucchini, ritrovo per la partenza del corteo, sta arrivando sempre più gente. Agli operai si uniscono i rappresentanti dei Comuni e della Regione, mentre da un lato si riconoscono i lavoratori della Coop, che aderisce tenendo chiuso il punto vendita di via Gori dalle 8 alle 10,30. Nel mezzo, ragazzi e pensionati, donne e anche bambini. Intanto si dà vita anche all'aspetto coreografico dell'iniziativa: bandiere, pentole colorate, usate come tamburi, e tanti fischietti a segnalare il passaggio della protesta. Il corteo si mette in movimento, salendo in via della Resistenza, per girare in direzione di via della Repubblica. Davanti un'auto con un altoparlante guida la folla. Dietro i sindacati, i primi cittadini di tutti i Comuni della Val di Cornia, gli assessori, figure politiche locali e regionali. Presenti all'appello i lavoratori dei tre poli siderurgici piombinesi (Lucchini, Magona, Dalmine), le ditte esterne, operai della Beltrame di San Giovanni Valdarno, delegazioni di Grosseto, Pisa e Firenze. La musica accompagna la sfilata, mentre le tute blu si confondono con i sorrisi dei più giovani. Ai lati i negozi sono quasi tutti chiusi, chi con la serranda abbassata, chi mostrando il manifesto con la scritta "Chiusi oggi per essere aperti domani". Nel frattempo il corteo si distende coprendo in un'emozionante onda di colori e suoni tutta via della Repubblica. Agli angoli delle strade, anche chi si tiene fuori dalla manifestazione, vi partecipa con lo sguardo. Svoltando in via Lombroso si sentono i primi slogan. A gridarli in un'unica voce sono dei giovani studenti, che all'appello di "Noi la crisi non la paghiamo" e "Scendi giù, scendi giù, manifesta pure tu", mostrano con orgoglio uno striscione che dice: "Siamo un esercito di sognatori, per questo siamo invincibili". All'altezza dell'Unicredit va poi in scena la protesta beffarda: qualcuno scopre la propria ribellione gettando ironicamente monetine all'indirizzo dell'istituto di credito. Si svolta a destra in via Cellini, aggirando tutta piazza Verdi, per entrare in corso Italia. La manifestazione si ferma in piazza Gramsci, dove si riunisce per ascoltare il comizio. I negozi anche qui sono chiusi, tranne un panificio, a lato del palco, che stona con l'atmosfera di collettiva partecipazione. In piazza, da quanti siamo, nemmeno ci s'entra. Ci si guarda intorno, un po' stupiti e un po' orgogliosi di un risultato che misura visivamente la difficoltà attuale di un territorio che nel sostegno reciproco difende il proprio diritto al lavoro. Francesca Lenzi ALTRO SERVIZIO A PAG. 7
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