Italia
SFOLLATI
Una ventina i senza casa ospitati in stanze d'albergo
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I soccorritori davanti alla casa dellanziana deceduta 2 MINUTI DI LETTURA
MARINA DI CAMPO. Sono una ventina le persone che da ieri pomeriggio sono ospiti dell'Aviotel della Pila, nell'entroterra di Marina di Campo risparmiato dalla furia dell'acqua. Sono i così detti sfolati, chi in pratica non ha potuto trascorrere la notte nelle abitazioni invase da acqua e fango. Un numero esiguo anche perché la maggior parte delle persone che ha subito danni e ora si trova senza un tetto ha trovato ospitalità da amici e parenti. Per loro era anche stato allestito un centro di accoglienza nel palazzetto dello sport di Portoferraio, con letti, coperte e generi alimentari. Le stesse misure messe in atto a Portoferraio, ma anche nella sede della Croce Rossa alla Pila, per assicurare un ricovero ai tanti pompieri, volontari, personale della Provincia e della protezione civile regionale che ha raggiunto l'isola per aiutare gli elbani ad affrontare questo momento drammatico. In tanti hanno comunque preferito restare nelle proprie case a Campo, in abitazioni ai piani alti delle palazzine del centro o in zone solo parzialmente colpite dall'alluvione. L'acqua, grazie all'intervento di drovore e pompe, in serata è rapidamente defluita dalle strade e dalle case. E intorno alle 20 di ieri sera le situazioni più critiche eranop state risolte. Parola di solidarietà e conforto, in queste ore difficili, sono arrivate dalle istituzioni e dal mondo politico. Il presidente del Parco, Mario Tozzi, si rende fin da ora disponibile a fare da intermediario con il Ministero dell'ambiente perchè al territorio arrivino i necessari aiuti. Ma accanto al sostegno ci sono anche le polemiche, legate al fatto che ieri mattina non era stata segnalata alcuna allerta meteo a Campo. C'era un avviso per possibili temporali, ma nessuna particolare criticità, segnalata invece per il pomeriggio di ieri e la giornata di oggi. Un tema, quello legato alle allerte e alla possibilità di affrontarle, che superata questa prima fase di emergenza sicuramente continuerà a far discutere.
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