Il Tirreno

Il commercialista venturinese, falsificando le denunce dei clienti, si sarebbe appropriato di 5 milioni

Crac Donati, chiesto il rinvio a giudizio

Giorgio Pasquinucci
Riccardo Donati e il suo studio a Venturina chiuso dopo il crac
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Riccardo Donati e il suo studio a Venturina chiuso dopo il crac

Sott'accusa anche Riccardo Incerti per l'acquisto di beni prima del fallimento

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 PIOMBINO. Una truffa da 5 milioni. È l'accusa per la quale il pm Massimo Mannucci ha chiesto il rinvio a giudizio di Riccardo Donati, il noto commercialista di Venturina che avrebbe omesso il pagamento dell'Iva dell'Irpef per conto dei propri clienti. Una voragine la cui entità solo in parte è stata accertata. Sono 88, infatti, i clienti elencati nell'atto del pm. Molti non sono stati in grado di presentare prove ed altri hanno non hanno esposto denuncia.  Chiesto il rinvio a giudizio anche per Riccardo Incerti, 45 anni, titolare di un impresa di laterizi di Venturina. Incerti, che peraltro risulta danneggiato dalle attività di Donati per oltre 293mila euro, avrebbe acquistato nel dicembre 2007, prima della scoperta del crac una quota del 33,33% della Rial, una società alla quale Donati aveva conferito beni per un milione e 927mila euro, pagandola una cifra di gran lunga inferiore al suo valore. Questo avrebbe consentito di distrarre i beni dal successivo fallimento dello studio.  Il nome di Riccardo Incerti non era finora comparso dalle notizia filtrate dall'indagine condotta dalla guardia di finanza, che già da mesi stava rovistando nella carte dello studio Donati quando nell'ottobre del 2009 la vicenda esplose in modo dirompente.  Decine di imprese, non solo di Venturina, si ritrovarono improvvisamente in un mare di guai, incalzate dal Fisco che richiedeva il pagamento di imposte non versate. Donati infatti, secondo il pm che lo accusa di falso, avrebbe contraffatto i modelli di pagamento F 24 indicando versamenti maggiori di quelli effettivi. Dai clienti (e da qui l'accusa di truffa) si sarebbe fatto consegnare i denaro per imposte e contributi secondo le normali spettanze, per un importo che è stato finora accertato in 5.002.736 euro. Cifra di cui, omettendo il pagamento, si sarebbe appropriato.  Ovviamente i clienti non avrebbero dovuto sapere. Per questo il commercialista, che rilasciava ricevuta delle somme a lui consegnate, aveva chiesto all'Agenzia delle Entrate di ricevere per via telematica allo studio le comunicazioni relative alle dichiarazioni. Nel caso di recapito di cartelle esattoriali, avrebbe invece spiegato con inesistenti errori la diversità dei riscontri per dimostrare ai clienti la correttezza del suo operato.  Una vicenda, quella del crac Donati, che ha sconvolto Venturina e l'intero comprensorio. Molto conosciuto anche per essere stato per anni presidente del Venturina calcio, Donati era riuscito ad ottenere la fiducia di molti, dal piccolo commerciante, all'artigiano fino al medio imprenditore. In poco tempo decine e decine di aziende si trovarono sul filo del rasoi, incalzate dall'Agenzia delle Entrate. Si costituì un comitato che arrivo alla decisione di intarprendere azioni legali, riuscendo ad inseririrsi nel passivo fallimentare. Il legale delle imprese danneggiate, al fine del risarcimento, chiamò in causa anche il socio livornese accomandante di Donati, Stefano Lotti.  Con il Fisco i clienti di Donato sono riusciti ad ottenere a sospensione delle sanzioni e la dilazione del pagamento in 72 rate. Tra i clienti dello studio nomi importanti a cui corrispondono cifre rilevanti del danno. Gianluca Grieco, del panificio la Pagnotta, avrebbe perso 531mila euro. Giuseppe Granata, della Tecnologie ospedaliere srl 190mila. Altre 190mila Emanuela Granata, della Hospital Tecnoart srl. 211mila euro ha perso anche la Biennebi di Riccardo Nencini. 116 la Natalini antincendio di Alessio Miliani. Antonio Sammaritano ha invece scoperto di dovere al Fisco 239mila euro. E così via, dalla piccola e media impresa fino al negozio di fioraia. Tutto, almeno questo sì, equamente, tanto da rispettare del giro d'affari dell'aziende amministrate. Che fine hanno fatto i soldi? A parte i trasferimenti a Incerti chiamati in causa dal pm, non è stato finora ben accertato, come del resto l'entità reale del buco.

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