Nel piano interventi leggeri sulla diga foranea e 350 posti barca
Il progetto di Legambiente per l'approdo di San Giovanni
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Il progetto di Legambiente per le banchine mobili a San Giovanni 2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Legambiente scende in campo a difesa di San Giovanni. Non è la prima volta ma in questo caso non si tratta, come nei precedenti, di un'elencazione dei motivi, pur validi, per cui questo tratto di costa deve essere preservato. Stavolta l'associazione ha messo in campo un proprio progetto per ridurre al minimo l'impatto ambientale del porto che l'amministrazione comunale, nell'ambito della pianificazione urbanistica del waterfront, intende realizzare a San Giovanni. «Con l'operazione waterfront a San Giovanni si vuole fare un vero e proprio porto turistico - afferma l'associazione - e non l'approdo "leggero" per residenti che era stato promesso anche da esponenti della passata ed attuale maggioranza del Comune di Portoferraio. Proposte di infrastrutturizzazione impattante dell'intera area con la scusa di un "degrado" ambientale (colpa dell'incuria e dell'abbandono pubblico e privato) che si vorrebbe "curare" con iniezioni di cemento ed asfalto». L'associazione ritiene che un'alternativa sia possibile anche sul piano progettuale. «Pensiamo che si possa evitare l'ennesimo porto turistico a fini speculativi (e fuori mercato nella situazione di crisi attuale) - affermano i rappresentanti di Legambiente - e realizzare l'approdo per i residenti (promesso in campagna elettorale in alternativa al megaporto), una struttura che richiederebbe un minimo di infrastrutture leggere per ospitare 350 imbarcazioni locali e che con un semplice riaffioramento ed un piccolo ampliamento dell'attuale diga a massi sciolti potrebbe ospitare pontili galleggianti per 450 posti barca per la piccola nautica locale. Questa scelta non avrebbe bisogno di nuove infrastrutture a terra, se non l'adeguamento di quelle esistenti, e garantirebbe la tutela dell'ambiente e del paesaggio unici di San Giovanni ed il diritto dei portoferraiesi proprietari di piccole imbarcazioni ad avere un posto barca». Per ipotizzare una soluzione progettuale l'associazione si è rivolta a un professionista «che si è prestato gratuitamente a mettere su carta queste idee - continua Legambiente - e ne è uscito un progetto per un approdo da 350 posti barca. Va evidenziato che i posti barca esterni soprattutto del primo pennello, possono avere anche una lunghezza maggiore, per soddisfare le poche imbarcazioni di residenti superiori agli 8 metri che ci sono a Portoferraio. I pontili possono essere anche messi ad una distanza maggiore tra loro, senza dover modificare troppo la diga foranea. Ecco come si potrebbe fare un vero approdo leggero, "sostenibile" e paeseggisticamente non impattante, dedicato ai residenti, con costi inferiori a quelli dei porti da 300 posti».
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