LA FESTA DEL COMUNE UNICO
Parte la raccolta firme tra le critiche di Mancuso
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Il sindaco Paola Mancuso 2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. L'appuntamento è per questo pomeriggio alle 17,30. Hanno confermato la propria presenza il vicepresidente del consiglio regionale, Fedeli, e la parlamentare del Pd, Silvia Velo. Ma quello che conta è che, accanto ai rappresentanti delle istituzioni, ci siano i cittadini, coloro che dovranno dare il proprio contributo alla raccolta firme per sostenere la proposta di legge istitutiva del Comune unico dell'Elba. Al De Laugier va in scena la Festa del Comune unico nel corso della quale si parlerà dei vantaggi del progetto, della storia dell'Elba, delle sue prospettive di sviluppo e dei contenuti della proposta di legge regionale. Ma non tutti sembrano apprezzare l'iniziativa. O per meglio dire l'evento viene preso a pretesto per una riflessione più generale sulla reale necessità di cancellare gli otto Comuni elbani. L'idea di una festa è per Paola Mancuso, sindaco di Rio Marina «poco rispettosa, da un lato, delle grandi problematiche sul tavolo e dall'altro di una parte di Elba che non si sentirà invitata ad un'iniziativa che non parla di coesione e solidarietà a tutto il territorio, ma parla ancora ai pochi che da tempo attuano indirizzi maturati altrove». Per Mancuso non è in discussione «la buona fede di molti che lo ritengono una risposta nella mancanza di risposte, ma ritengo che proprio nel rispetto di questi propositi ci corra l'obbligo morale di lavorare con convinzione alla soluzione dei problemi a prescindere dall'unità amministrativa di questo territorio». Il sindaco sottolinea «la grave incoerenza tra una presunta richiesta di partecipazione alle decisioni ed un meccanismo amministrativo che batte il tempo a fronte di un territorio posto davanti a scelte vitali e consegnate alla responsabilità politica di altri. Ecco dunque la necessità di chiarire che c'è una visione alternativa a quella di chi festeggia che ritiene che qualunque cosa imposta sarebbe non un rimedio ma un'altra malattia di questo territorio. La storia passata e recente ci impone di considerare che laddove, nell'assenza di solidarietà istituzionale, si intraprendesse un percorso non abbracciato spontaneamente ne sarebbe certo fin dall'inizio il fallimento, mentre al contrario, se si rafforzasse la solidarietà istituzionale, dovremmo porci la domanda se il Comune Unico serva ancora a qualche cosa».
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